Sono le 5.51 di ieri, 10 novembre, quando esce la prima bozza del documento finale della COP26. È noto che le parti contrattano di notte, di giorno ci sono troppi appuntamenti in contemporanea, della società civile, dei governi, delle organizzazioni internazionali, dei gruppi di pressione, delle imprese. Ogni giorno un tema di fondo, ma qui a Glasgow prevale la contemporaneità di decine di eventi negli ampi spazi dello Scottish Event Campus.
La COP26 è la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Per quasi tre decenni le Nazioni Unite hanno riunito quasi tutti i Paesi della Terra per i vertici globali sul clima - chiamati COP - che sta per «Conferenza delle parti». In quel periodo il cambiamento climatico è passato dall’essere una questione marginale a una priorità globale. In questo 26° vertice annuale il Regno Unito mira a concordare un risultato globale, ambizioso ed equilibrato, che porti avanti un’azione coordinata per il clima e risolva questioni chiave relative alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change-UNFCCC), al protocollo di Kyoto e all’accordo di Parigi.



