Italia e Estero

Focolaio a Malta, bloccata anche una sedicenne bresciana

I giovani italiani devono restare in quarantena fiduciaria a spese loro, ma nessun albergo li vuole ospitare
Paolo Venturini

Paolo Venturini

Giornalista

A Malta erano bloccati in tutto circa 70 studenti italiani
A Malta erano bloccati in tutto circa 70 studenti italiani

Doveva partire domani per tornare a casa dopo tre settimane di vacanza studio a Malta, invece una sedicenne bresciana in contatto con un compagno di classe positivo al coronavirus deve restare in quarantena per dieci giorni a spese della famiglia, secondo una decisione improvvisa e contestata da parte delle autorità maltesi, spiazzate dall’improvvisa comparsa di un focolaio fra le comitive di studenti di inglese.

Disperata la madre Adriana: «Mia figlia è insieme ad un gruppo di altri 20 coetanei, sottoposta ad un tampone risultato negativo, chiusa da ieri nella hall di un albergo. Quando ci hanno comunicato che non poteva partire perché doveva restare in isolamento ci hanno detto che dovevamo pagare 65 euro al giorno per l’ospitalità. Però fino a tarda sera non c’erano alberghi dell’isola disposti ad ospitare quei ragazzi anche se risultano negativi al tampone. Vi lascio immaginare l’ansia di mia figlia che in lacrime chiede di tornare a casa e io non so più che fare. A parte un responsabile dell’organizzazione solerte a presentarci il conto, nessuno si è occupato di questi ragazzi, tanto meno le autorità consolari italiane».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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