«Tutti a tavola!». Durante le settimane di isolamento il richiamo deve aver echeggiato nelle case degli italiani come non accadeva da tempo. Nel corso della Fase 1 dell’emergenza Covid si è rimasti obbligatoriamente in famiglia a pranzo e a cena, riuniti intorno alla stessa tavola. «I pasti sono diventati momenti conviviali anche nei giorni feriali», dice l’Istat nel Report sulla quotidianità adattata al lockdown. La conseguenza? Qualche chilo in più sulla bilancia, molto probabilmente. Un intervistato su quattro confessa di aver abbondato nelle porzioni. Anche perché la metà della popolazione si è cimentata nella panificazione, sfornando pizze e dolci fatti in casa.
La clausura non ha sicuramente impedito di restare a contatto con parenti ed amici, raggiunti telefonicamente, spesso in video. Anzi, circa il 60% ha dedicato ancora più tempo alla cura dei rapporti sociali, accontentandosi di vedersi attraverso lo schermo dello smartphone o del pc. Come era del tutto immaginabile, la stragrande maggioranza ha potuto dedicarsi maggiormente ai figli. Effetto del combinato disposto: niente scuola per i più piccoli e niente ufficio per i più grandi. In una giornata tipo l’Istituto di statistica calcola che abbiano lavorato solo 8,4 milioni di italiani, la metà rispetto a quanto si registrava in epoca pre-pandemia.



