SENIGALLIA, 28 MAG - "Non cerchiamo vendetta, ma giustizia". Così Fazio Fabini, padre di Emma, una delle giovani vittime nella discoteca "Lanterna Azzurra" di Corinaldo (Ancona), commenta l'incarcerazione di Marco Cecchini, il dj e gestore di fatto del locale in cui morirono nel 2018 sei persone. L'uomo è stato trasferito ieri sera a Montacuto (Ancona) dai carabinieri che hanno dato esecuzione alla sentenza della Corte di Cassazione. Cinque anni e cinque mesi la condanna per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo. Fabini commenta con amarezza la pena inflitta a Cecchini: "Mi sembra strana una pena di cinque anni per reati così importanti. Ma a me lui interessa relativamente. Noi vogliamo una giustizia vera". I fatti risalgono alla notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018: in attesa dell'esibizione del trapper Sfera Ebbasta nell'edificio adibito a pubblico spettacolo in via Madonna del Piano, a Corinaldo, vennero fatte entrare molte più persone di quanto consentito. Alla serata parteciparono anche alcuni giovani del Modenese, presenti sul posto per spruzzare spray urticante e razziare portafogli e collanine nel caos che ne sarebbe scaturito. Le persone si riversarono nell'unica via di fuga aperta, ma si creò un tappo tra coloro che premevano per uscire e quanti erano appena all'esterno. La calca fece crollare le balaustre dell'uscita 3: moltissimi giovani caddero a terra finendo per schiacciarsi l'un l'altro: morirono le 14enni Asia Nasoni di Marotta (Pesaro Urbino) ed Emma Fabini di Senigallia (Ancona); Benedetta Vitali di Fano (Pesaro Urbino) e Mattia Orlandi di Frontone (Pesaro Urbino), entrambi di 15 anni; Daniele Pongetti, senigalliese di 16 anni ed Eleonora Girolimini, 39 anni, l'unica adulta coinvolta nella tragedia.
Familiari vittime di Corinaldo, 'non cerchiamo vendetta ma giustizia'
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