ANCONA, 20 MAG - Deteneva oltre 500mila file, tra video e immagini, di esplicito carattere pedopornografico, all'interno di supporti informatici: una sorta di catalogo digitale di oltre 2 Terabyte contenente materiale avente per oggetto abusi sessuali in danno di minori, in taluni casi ai limiti della tortura, suddiviso in una una ramificata struttura di cartelle e sottocartelle. Dopo indagini durate alcuni mesi, i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Ancona hanno arrestato un uomo per detenzione di materiale pedopornografico, aggravata dal possesso di "un ingente quantitativo" e dall'utilizzo di mezzi atti ad impedire l'identificazione dei dati di accesso alla rete telematica. L'attività, durata alcuni mesi, si è conclusa con l'arresto del responsabile, il sequestro dei file e di numerosi computer e smartphones. Sono stati oscurati un sito web e un canale di una nota piattaforma di comunicazione e social media. L'articolata indagine, condotta dal Gico del Nucleo Polizia economico finanziaria di Ancona e coordinata dalla Procura anconetana, si è sviluppata anche attraverso le più moderne tecnologie in uso al Corpo e mediante l'impiego di militari specializzati in Computer Forensics e Data Analysis" (Cfda). Gli investigatori ritengono che l'indagato fosse inserito all'interno di sistemi criminali che sfruttano le interconnessioni della rete internet per attuare una sistematica condivisione di tale materiale, anche mediante ricorso a comunicazioni basate sulla tecnologia peer to peer; l'uomo si sarebbe avvalso di plurime tecniche informatiche per reperire e conservare in forma anonima (occultando i dati di navigazione) dei contenuti pedopornografici.
Deteneva 500mila file pedopornografici, arrestato e oscurato canale social
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