TORINO, 27 MAG - "Se in quel valore, che vale quasi 10 miliardi di euro che noi riceviamo dallo Stato per la sanità, noi avessimo una maggior discrezionalità condivisa, non autonoma, condivisa, potremmo andare a coprire determinate esigenze che oggi non possiamo". Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ascoltato dalle commissioni riunite Affari costituzionali di Camera e Senato nell'ambito dell'esame degli schemi di intesa preliminare tra il governo e le regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie 'protezione civile', 'professioni' e 'previdenza complementare e integrativa', nonché degli schemi di intesa preliminare tra il governo e le stesse regioni nelle materie 'tutela della salute' e 'coordinamento della finanza pubblica'. "Con i parametri nazionali - ha spiegato Cirio - io ho degli ospedali di montagna che dovrei chiudere ma come faccio a chiuderli? Il diritto alla salute sarà ben uguale di un cittadino che decide di vivere in una vallata di montagna o che decide di vivere in Piazza Castello a Torino. Ma per garantirglielo, lo Stato mi dice 'glielo garantisco con le tue risorse'. Noi finché ce la facciamo, lo facciamo, ma è vero che se nella quota che noi riceviamo da parte dello Stato potessimo avere una maggior autonomia di destinazione di queste risorse, potremmo coprire tante specificità". "Non è - ha detto Cirio - che a uno piace tenere un ospedale in più aperto, è un costo, un impegno, però è un servizio essenziale che noi dobbiamo garantire. Le risorse che noi riceviamo dallo Stato sono tutte predefinite e addirittura quando te ne danno di più ti dicono già dove devi mettere quelli in più. E tu di fronte a questo ti trovi chiuso in una gabbia dove puoi solo integrare con risorse regionali, ma sapendo che le risorse regionali non sono per tutti".
Cirio, 'serve più discrezionalità condivisa nelle spese per la sanità'
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