TORINO, 04 LUG - Non una bottiglia e nemmeno un sasso: sarebbe stato un lacrimogeno in dotazione alla polizia di Stato il "corpo contundente ad alta velocità" che, durante i disordini scoppiati prima del derby Torino-Juventus del 24 maggio scorso, aveva ferito gravemente alla testa il tifoso Marco Leonardo Basoccu, di 36 anni. Ne è convinta la procura di Torino, che ha chiesto al gip gli arresti domiciliari per l'agente del reparto mobile che avrebbe sparato colpevolmente ad altezza uomo. Una modalità contraria a ogni direttiva che ne disciplina l'utilizzo in contesti di ordine pubblico. Lo riporta il quotidiano La Stampa. Il poliziotto, accusato di lesioni aggravate, è stato sottoposto ieri mattina davanti al giudice all'interrogatorio preventivo, passaggio necessario, introdotto dalla riforma Nordio, prima dell'emissione di una eventuale ordinanza restrittiva della libertà. La decisione del gip è attesa nei prossimi giorni. Commercialista a Milano, Basoccu - giunto allo stadio su un pullman del gruppo organizzato Viking - era rimasto in coma indotto per diversi giorni e aveva subito un delicato intervento alla calotta cranica, prima di essere dimesso, il 9 giugno scorso, dall'ospedale Molinette. In base alle indagini - riporta ancora La Stampa - Basoccu era stato centrato dall'involucro in acciaio del lacrimogeno, che non si sarebbe aperto liberando i quattro slot in plastica perché sparato da una distanza troppo breve: alcune decine di metri e con traiettoria orizzontale.
Chiesto l'arresto di un poliziotto per il tifoso ferito al derby di Torino
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