Non si parla mai abbastanza degli operatori umanitari, coloro che abbandonano le loro case confortevoli e sicure per recarsi in una terra, come l’Afghanistan, martoriata da quarant’anni di guerra e da aspri conflitti interni. Magda Cerlini, bresciana di Ome, è una delle uniche due persone di nazionalità italiana di Medici Senza Frontiere presenti nel Paese dell’Asia centrale, dove, dopo l’annuncio del ritiro delle truppe internazionali, i talebani hanno ripreso il controllo di molte aree e si è innescata un’escalation dei combattimenti, con le inevitabili conseguenze sui civili. Magda lavora nel campo amministrativo, si occupa di ricerca e formazione delle risorse umane.
A 19 anni – racconta – sono andata a studiare marketing a Parigi, poi ho lavorato otto anni in aziende in Francia e a Taiwan. La mia scelta di spostare la carriera dal settore privato a quello umanitario è avvenuta attraverso un percorso di coaching personale due anni fa. Ho imparato a conoscermi meglio e a capire valori come aiutare gli altri, l’integrità, la passione per la scoperta e il rispetto, e ho sentito la necessità di condividerli nel lavoro. Ho fatto domanda per lavorare con MSF in concomitanza con la pandemia di Covid 19. Mi sentivo impotente, avevo l’esigenza di fare qualcosa; ad oggi, sono alla mia seconda missione.



