Italia e Estero

Brigata ebraica contestata a Parma, in 18 verso il processo

BOLOGNA, 07 MAG - 18 attivisti di collettivi pro-pal e movimenti antagonisti di Parma hanno ricevuto un avviso di fine indagine dalla Procura di Parma in relazione ai fatti del 25 aprile 2025, quando al corteo cittadino per la festa della Liberazione la Brigata Ebraica venne contestata e isolata. A tutti viene contestato, a vario titolo e in concorso, il reato di violenza privata pluriaggravata, a tre manifestanti anche l'accensione di fumogeni. Tra le aggravanti, per gli inquirenti, quella di aver agito con finalità di odio etnico, nazionale e razziale. L'indagine si riferisce a quanto accaduto in occasione del corteo dello scorso anno: secondo la Procura, con violenza e minaccia gli attivisti costrinsero i membri alla comunità ebraica (aderenti alla Associazione Nazionale Setteottobre, all'Associazione parmense per Israele, agli Studenti israeliani e alla comunità Iraniana) ad arrotolare lo striscione sul quale era raffigurata la stella di David e compariva la scritta "La Brigata ebraica - anche loro, 5.000 sionisti liberarono l'Italia", come condizione necessaria per permettere loro di partire insieme alla restante parte del corteo, avrebbero quindi impedito di manifestare liberamente il loro pensiero. Anche durante la manifestazione, sarebbe stato ostacolato il tentativo di riaprire lo striscione e di accedere a Piazza Garibaldi dove erano previsti gli interventi delle autorità, costringendo lo spezzone ebraico a lasciare il corteo anzitempo. L'avviso di fine indagine è un atto che solitamente precede la richiesta di giudizio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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