Il cielo notturno di Baghdad solcato dalle traccianti della contraerea. Per molti è quello il ricordo più vivido dell'inizio della prima Guerra del Golfo, scattata il 16 gennaio 1991 per liberare il Kuwait invaso dalle truppe irachene di Saddam Hussein. Trent'anni sono trascorsi dalla prima volta che i teleschermi - allora non certo al plasma o a led - ci mostrarono quanto i satelliti rimbalzavano dal Golfo Persico. Dal tetto dell'Hotel Al-Rashid di Baghdad un solo cronista occidentale era stato ammesso a trasmettere: Peter Arnett, allora alla Cnn, uno dei volti di quel conflitto, assieme a quello del generale americano Norman Schwarzkopf che diresse l'operazione Desert Storm.
Ma in Italia, la prima delle grandi operazioni «fuori area» della nostra Difesa è legata soprattutto ad una vicenda. Quella dell'abbattimento del Tornado che divenne per tutti «di Bellini e Cocciolone», dai nomi dei due ufficiali, rispettivamente pilota e navigatore, maggiore e capitano, che si trovavano a bordo di quel cacciabombardiere, ideale nelle missioni indicate come «BBQ», vale a dire «a bassissima quota».




