Italia e Estero

A Brescia la sorella di una vittima della 'ndrangheta: «Spero che Messina Denaro parli»

Marisa Garofalo, sorella di Lea, oggi parla agli studenti del liceo Leonardo
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

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MARISA GAROFALO AL LEONARDO

Racconta che l’emozione è stata anche superiore alla sorpresa per un arresto che ormai sembrava impossibile. «La cattura di Matteo Messina Denaro è stata una bellissima notizia per l’Italia intera e anche per noi familiari vittime di mafia che aspettavamo questa notizia un po’ di anni fa. È la dimostrazione che lo Stato c’è. È presente e lavora». Le parole sono di Marisa Garofalo, la sorella di Lea, testimone di giustizia e vittima di ’ndrangheta, uccisa a Milano il 24 novembre del 2009.

«Trent’anni di latitanza e di caccia all’uomo sono tanti non possiamo nasconderci. Ci sono molti punti interrogativi sull’arresto di Messina Denaro. Ci sono dei dubbi sul perché sia avvenuto proprio adesso. Di certo la mafia c’è ancora e non possiamo pensare che la cattura del boss di Cosa Nostra abbia sconfitto la criminalità organizzata così come sono convinta che continui anche la trattativa Stato-mafia» dice Marisa Garofalo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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