In poche parole

Prossima fermata il futuro

La mobilità di Brescia si sta lanciando a tutta velocità verso una nuova rete di trasporti pubblici su ferro a partire dal tram
Il rendering del tram di Brescia nelle vie della città
Il rendering del tram di Brescia nelle vie della città
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Prossima fermata: il futuro. Un futuro a binari verso il quale la mobilità bresciana si sta lanciando a tutta velocità. Lo si è evinto chiaramente a Santa Giulia, nei giorni scorsi, dove è stato possibile salire virtualmente a bordo del nuovo tram: in funzione dalla primavera del 2030, darà vita insieme alla metro a una rete di trasporti pubblici su ferro da fare invidia a tantissime città, anche quelle europee più blasonate.

Nell’auditorium sono state portate le esperienze della francese Bordeaux e dell’austriaca Graz, modelli a cui guardare senza alcun senso di inferiorità. Ma quali sono i benefici della linea tranviaria per Brescia?

Li ha enucleati Alessandro Marini, alla sua prima uscita da presidente di Brescia Mobilità. In particolare balza all’occhio una stima: con l’entrata a regime della linea si prevede un incremento notevole dei passeggeri del trasporto pubblico locale, tale da portare a una riduzione del 5% del traffico privato.

Ma il tram, come ribadito più volte dalla sindaca Laura Castelletti e dal vicesindaco Federico Manzoni favorirà anche un ripensamento dello spazio urbano: si calcolano 12 chilometri di strade riqualificate con più verde e spazio per la mobilità dolce e 20mila mq in più di spazi per passeggiare e giocare. Ossia, per vivere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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