In poche parole

Più telefoni che esseri umani, 150 anni dopo

Il 14 febbraio 1876 l’inventore di origini scozzesi Alexander Graham Bell depositava il brevetto dello strumento all’Us Patent Office
Al telefono  - © www.giornaledibrescia.it
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In settimane congestionate, a livello nazionale dalle tensioni politiche sul referendum e dalle bordate sonore sanremesi, e mentre nel mondo soffiano venti di guerra sui tanti fronti aperti (da ieri, uno in più), è passato quasi sotto silenzio un anniversario legato a uno strumento quanto mai centrale nelle nostre vite iperconnesse. Parliamo dei 150 anni dell’invenzione del telefono.

Era il 14 febbraio 1876 quando il giovane inventore di origini scozzesi Alexander Graham Bell depositava il brevetto all’Us Patent Office. Il 7 marzo avrebbe ottenuto la certificazione di «paternità» dello strumento destinato a rivoluzionare le comunicazioni e la storia – sociale ma non solo – del secolo e mezzo a seguire.

Il successivo avvento di internet – che del telefono ha utilizzato nelle sue fasi embrionali la rete infrastrutturale – ha accelerato un processo che annullando le distanze ha mutato forma alle nostre esistenze, sino a legarle agli schermi digitali dei nostri smartphone, punta di diamante dell’idea originaria di Bell.

Al punto tale che nel 2028 si raggiungerà quello che è considerato un paradosso tecnologico: il numero di telefonini in uso supererà secondo le stime quello degli esseri umani (circa 8,2 miliardi). Traguardo che impone quasi da solo un impegno morale e corale: quello di farne l’uso più intelligente possibile.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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