In poche parole

Olimpiadi in Italia? Pasta, pizza, mandolino (e bidet)

A questo punto possiamo calarci nella parte stereotipata e farne un vanto, mostrando al mondo come si lavano i veri italiani
Federica Brignone, portabandiera durante la cerimonia - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Federica Brignone, portabandiera durante la cerimonia - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Come si combattono stereotipi e cliché? Fingendosi morti: ovvero non combattendoli affatto. Spaghetti, pasta, pizza, mandolino: se, come Jessica Rabbit, ci dipingono così, tanto vale calarsi nella parte. Perché tanto è più facile vincere con un mulino a vento che rovesciare il percepito dell’Italia.

Hai voglia di allestire una cerimonia olimpica che somiglia a una lezione gratis di stile e classe: gli altri non capirebbero. Quindi spazio alla gag (per la cronaca: brillante) sulla gestualità tutta italiana. Marchio di fabbrica, nel gran calderone dei luoghi comuni. Nel cui paniere va registrato l’ingresso – di prepotenza – del bidet.

Comunque andrà, già medaglia d’oro di Cortina-Milano 2026: che a confronto, Alboreto is nothing. A «scrollare» le pagine social olimpiche non ci si crede: un trionfo di atleti da ogni dove che si immortalano mentre inforcano penne e fusilli, litigano con gli spaghetti, ingurgitano pizza.

E fin qui, tutto ok. L’inedito è rappresentato dalle immagini di atleti e inviati – gente di mondo dunque – a bocca aperta ritrovandosi a tu per tu con i bidet. «Bidet? What’s bidet?». Cos’è? A cosa serve? Come si usa? Non dovrebbe restarci che piangere, ma a questo punto, facciamone un vanto. E mostriamo al mondo come si lava un vero italiano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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