L’inatteso e lungo addio all’estate al mare

La Riviera romagnola si aggrappa agli stranieri, in Toscana le coste sono semideserte, la Puglia fa il minimo da tempo immemore. Di colpo ci si è risvegliati dalla sbornia di un quinquennio. E ora la bolla pare sul punto di esplodere.
A luglio l’Italia ha assistito ad un fenomeno inaudito: per presenze sulle spiagge luglio è stato peggiore di giugno. Chi bazzicava sulle sabbie nostrane aveva già notato una strana calma, ma a mettere nero su bianco la percezione ci ha pensato Assobalneari: la stagione sta registrando una contrazione tra il 20% e il 30%, in termini di presenze e consumi.
Gli italiani non vanno più al mare. Se è per questo neppure in montagna o nelle città d’arte (a Firenze una camera su due è vuota). Forse nemmeno ci vanno, in vacanza. La prima motivazione è semplice: non ci sono più soldi. I prezzi schizzati alle stelle, il peso addosso di un anno di rincari, gli stipendi fossilizzati. E il mare si fa lusso.
Secondo gli esperti, è in corso anche una mutazione genetica della società italiana: le famiglie sono cambiate, i bambini sono pochi, la tintarella non è di moda. E poi le code, il caos, il sempre più scarso equilibrio tra lavoro e vita privata. Il mare non fa status e quel modello economico sembra ormai superato.
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@Domenica
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