La faccia triste dell’America (vista dall’Italia)

«Moriremo post-americani?» ci si chiede nell’introduzione al 59esimo Rapporto Censis, svelato l’altroieri. Lo stesso che sotto il titolo de «L’Italia nell’età selvaggia» offre una fotografia del Belpaese inquietante su più fronti.
Se a suscitare le maggiori reazioni è stato lo scoprire - almeno con il conforto dei numeri - che gli italiani affiderebbero volentieri i loro destini a una classe di illuminati autocrati, un altro aspetto è posto in evidenza: la perdita di appeal dell’american way of life nel nostro Paese. Il tutto nelle stesse ore in cui, nel documento di Strategia della sicurezza nazionale Usa, Trump decreta l’abbandono degli alleati d’Europa, la cui civiltà sarebbe giunta a un punto morto della sua storia.
Per il 73,7% degli italiani, «l’alleato storico non rappresenta più un modello da imitare» si legge ancora nel Rapporto Censis. Forse, quella cesura atlantica che il new deal trumpiano sta segnando in chiave geopolitica, in ambito culturale e dei consumi si è già definita senza che ne fossimo del tutto consapevoli. Quasi a dire che, se una crisi c’è, non è necessariamente sulla sponda orientale dell’oceano che ci divide che va cercata.
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