Il momento è arrivato. Inatteso, ancorché prevedibile. Come il primo giorno di scuola, come il militare, come il primo bacio, la maturità, il funerale dei tuoi. Come, più recentemente, il giorno in cui ti hanno ceduto il posto sul bus e hai sottovalutato il campanello d’allarme.
Tu che ti rapporti ancora a persone più giovani pensando che trovino in te qualcosa d’interessante; tu che vai in bici al lavoro perché «guarda che gambe che mi sono fatto»; tu che consideri il bianco del tuo crine un valore aggiunto e non un segno della caducità della vita e dei capelli; tu che «i 60 sono i nuovi 40»; tu che «ho un equilibrio psico-fisico che i giovani si sognano»; tu che scambieresti ancora le figurine con i compagni di classe...




