I giovani nuova voce del 28 maggio
Quella che si chiude resterà nel ricordo come la settimana del 50esimo della Strage di piazza della Loggia. Più che mai questo anniversario ha guardato ai giovani: mezzo secolo è un tempo lungo che si presta a sancire un passaggio generazionale nel compito di farsi carico della memoria con tutto ciò che comporta.
Ai ragazzi hanno guardato più progetti promossi in concomitanza con il 28 maggio, a loro ha scelto di parlare il Presidente della Repubblica nel suo intervento. Ma ancor prima sono state proprio le parole dei più giovani (delle più giovani, per l’esattezza), levatesi dalla piazza, a dare il senso di una testimonianza raccolta e già proiettata verso il domani.
Sono i nipoti di chi, alla loro età, si ritrovò a misurarsi con l’enormità di quello scoppio. La via scelta allora non fu quella della vendetta ma della ricerca della giustizia, perseguita con determinazione incrollabile. Un percorso il cui frutto è stato quasi sacralizzato da Mattarella nel dire che, nel giorno dell’anniversario, Brescia è stata la Repubblica.
E un modello anche nella speranza di un andare oltre senza dimenticare. Un antidoto all’odio che i nostri ragazzi incarnano per averlo quasi inscritto nel Dna, fatto non scontato e figlio di una storia che poche altre città possono rivendicare. Un patrimonio da custodire e che è tanto più prezioso in un tempo segnato da lacerazioni e guerre.
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