Robert Engle: «Cambiamento climatico, quel che fa Brescia va a beneficio di tutti»

Prima lezione a UniBs del premio Nobel: «Non penso che sia troppo tardi, ma è davvero importante avere un piano»
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Unibs, a lezione dal Premio Nobel Robert Engle
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«Sto studiando modelli di volatilità da diversi anni che guardano ai potenziali rischi nel mercato finanziario e li misurano. Al momento al Volatility and Risk Institute (New York) stiamo volgendo lo sguardo ad altri tipi di rischi e quelli legati al cambiamento climatico sono quelli su cui mi sto concentrando al momento. Si tratta di un rischio molto serio che ha ripercussioni significative sugli investimenti ed in generale sulle decisioni finanziarie per questo è una questione strettamente legata ai modelli di volatilità».

Con queste parole del prof. Robert Engle, premio Nobel per l’Economia nel 2003, si è aperta all’Università degli Studi di Brescia la prima lezione della cattedra in «Economics Sciences» intitolata a Franco Modigliani e Robert Solow.

Il tema del corso «Climate Finance» è di grande attualità e parte proprio dalle considerazioni scientifiche sul cambiamento climatico: «Non penso che sia troppo tardi, ma è davvero importante avere un piano - ha ricordato con ottimismo lo stesso Engle - ci serve una strategia efficace per rendere possibile il raggiungimento degli obiettivi climatici che ci siamo posti ed è proprio per questo che siamo qui a parlarne».

L’Europa

Non è un caso che il co-direttore del Volatility and Risk Insitute e co-fondatore della Society of Financial Econometrics (SoFiE) abbia voluto affrontare questi temi proprio nel vecchio continente: «L’Europa in realtà è il leader mondiale in questo momento se parliamo di contrasto al cambiamento climatico e non potrei sopportare l’idea di vederla rallentare. Il sistema di scambio è una parte importante della decarbonizzazione e mi piacerebbe vederlo espandere anche in altri settori dell’economia. Penso che sia molto interessante il programma "Board of adjustment" che è stato messo in campo e anche alcune nuove tecnologie per una decarbonizzazione più efficiente che stanno sviluppando negli States potrebbero essere d’aiuto anche qui».

Brescia

Anche Brescia, nel suo piccolo, si è già mossa e sta provando a muoversi in questa direzione con una serie di investimenti pubblici e privati: «La realtà è che quello che fate qui è importante per tutto il mondo - ha voluto sottolineare l’esperto in analisi di serie temporali con applicazioni in ambito finanziario - lo rende complicato solo il fatto che quando fai qualcosa che va nella direzione della sostenibilità climatica qui a Brescia ne beneficia tutto il mondo, sarebbe più facile giustificare un certo tipo di investimenti se gli effetti si potessero percepire maggiormente nel locale».

Il prof. Engle ha poi concluso guardando al futuro del nostro territorio: «In ogni caso penso che sia importante per Brescia fare qualche adattamento per mantenere, o migliorare, le performance produttive seguendo il cambiamento climatico. Magari si dovranno coltivare uve differenti, ad esempio, o investire in produzioni diverse da quelle attuali, ma ognuno di questi passi può ridurre le emissioni di carbonio, a beneficio del mondo intero». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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