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Panel System lancia Vittorio, un robot per cinema e musei

L’«animatronico» nasce dalla collaborazione con la facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia
Un robot - © www.giornaledibrescia.it
Un robot - © www.giornaledibrescia.it
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Dai personaggi mitologici a quelli della fantascienza ed ora a quelli animatronici, tecnologia che utilizza componenti elettronici e robotici per dare autonomia di movimento a un soggetto cinematografico, teatrale o commerciale.

Se volete saperne subito di più andate su youtube, digitate «The hall of presidents» e compariranno tutti i presidenti degli Stati Uniti, Biden compreso, ciascuno impersonato da un animatronics con una voce di sottofondo che ne racconta la storia.

Se nella robotica industriale Brescia è un’eccellenza, ora cerca di diventarlo anche in quella dell’intrattenimento: Panel System, società di Cazzago controllata dalla holding di Paolo Chiari, attiva nella progettazione e realizzazione di allestimenti tematici per parchi divertimento, aree commerciali e musei con una lunga conoscenza nell’impiego dei materiali idonei - ha presentato ieri Animatronic Project, prototipo umanoide con movimento programmato (il primo di produzione italiana), battezzato «Vittorio».

Il punto

Da sinistra il prof Faglia, Bastoni e Giacobboni - © www.giornaledibrescia.it
Da sinistra il prof Faglia, Bastoni e Giacobboni - © www.giornaledibrescia.it

Un progetto che nasce dalla collaborazione con un gruppo multidisciplinare del dipartimento di ingegneria meccanica della facoltà di Ingegneria di Brescia coordinato dal professor Rodolfo Faglia che ieri, con il partner di Panel System Matteo Bastoni, ha presentato il progetto.

«In università, per Vittorio hanno studiato i movimenti dell’animatronic per avvicinarli il più possibile - spiega il prof. Rodolfo Faglia - a quelli dell’uomo, scrivendone il software di gestione dopo aver progettato e dimensionato le componenti meccaniche (motore, parte elettrica, fluidità di movimento), dentro a quella “terza missione” che segue didattica e ricerca, con l’obiettivo di avvicinare università e imprese, farle collaborare cogliendo dell’una e delle altre il meglio».

“Vittorio” è già sceso in campo: grande interesse dai visitatori dell’Iaap Expo Europe di Vienna (fiera dell’industria delle attrazioni globali) in vista di una prossima industrializzazione del progetto e della collocazione sul mercato: a Cazzago, a fianco del nucleo originario di Panel System, su un’area di 5.000 metri sta sorgendo la factory in cui gli epigoni di «Vittorio» prenderanno corpo e anima. Global coordinator per le produzioni di Panel System sarà una donna: la scenografa pavese Maria Vittoria Giacobboni.

Le prospettive

Cosa farà e quanto costa chi verrà dopo «Vittorio» e quale è il suo valore? Gli utilizzi possibili sono nei parchi a tema, nei grandi mall, nello spettacolo, nei musei nelle aree gioco o in grandi eventi, passando così dalla robotica industriale a quella di compagnia. Insomma dal robot ‘schiavo’ in fabbrica, a quello in grado di manifestare una condizione dell’anima. Che però non è la sua, ma quella di chi vuol mettere sull’animatronic un personaggio.

Dove andremo a finire non lo sappiamo. Quanto costeranno i nipoti di «Vittorio»? Da centomila euro in avanti, dipende dalle dimensioni. E dalla complessità dei progetti per i quali sono già aperti numerosi canali di dialogo tra Panel System e clienti. E chissà che tra duecento anni (per i viventi ovviamente) dopo i presidenti Usa, su youtube non finiscano anche i sindaci di Brescia in vita e passati. Che noi non vi potremo raccontare, ma la rete mostrerà come fosse oggi.

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