L’Europa è entrata nella storia perché per prima ha posto le basi per dotarsi di un apparato normativo che regola lo sviluppo e l’uso dei sistemi di intelligenza artificiale.
L’intesa tra le istituzioni europee poggia su di un delicato equilibrio tra tutela dei diritti fondamentali dei cittadini e sostegno all’innovazione. La finlandese Anu Bradford docente di legge e organizzazione internazionale alla Columbia university ha appena pubblicato «Digital empires» (Oxford University Press) e il suo ultimo lavoro esplora la competizione globale tra le tre potenze digitali dominanti – Usa, Cina e Ue – per regolamentare le aziende tecnologiche, proponendo visioni concorrenti per l’economia digitale.





