La «regina Mida» Taylor Swift

A meno che non si sia deciso di vivere in un eremo lontano dal mondo, a chiunque è capitato di incrociare almeno una volta sulla sua strada Taylor Swift.
La cantante della Pennsylvania è infatti a tutti gli effetti la più famosa star mondiale, forte di miliardi di ascolti sulle piattaforme audio, milioni e milioni di fan in tutto il mondo e di un’aura da «regina Mida» che la ammanta. Perché quella che interessa a noi è proprio la versione «economica» dell’artista, che con il suo The Eras Tour sta spostano enormi interessi finanziari nei territori dove atterra. Stiamo parlando ad oggi - il tour si chiuderà a fine 2024 - di un indotto di 1,5 miliardi di dollari, generato dagli incassi di hotel e ristoranti invasi dai «Swifties» (i suoi fan), dai trasporti pubblici, dai negozi, dai musei e chi più ne ha più ne metta. Si tratta di un fenomeno globale a tutti gli effetti, che dagli Stati Uniti è penetrato in ogni angolo del Pianeta. E che a luglio arriverà anche a Milano. Il 13 e il 14 allo stadio Meazza a San Siro sono infatti previste le due sole date italiane di Taylor Swift, con l’attesa per il potenziale impatto sul capoluogo lombardo, sia in ottica sociale e culturale ma soprattutto sotto il punto di vista finanziario, che è alle stelle.
E già si sprecano le supposizioni su quanto i concerti potranno generare (Bruce Springsteen nel 2023 a Ferrara «valse» 10.319.906 euro secondo l’università della città estense). Nota conclusiva: l’artista è stata anche ufficiosamente investita del ruolo di ago della bilancia per le elezioni a stelle e strisce, con la speranza che pende tutta dalla parte dei democratici.
Alla luce di tutto ciò non si può far finta di nulla quando si incontra Taylor Swift lungo la strada, perché in un mondo globalizzato e interconnesso anche la musica può cambiare i destini delle persone. E non parliamo di sogni e desideri ma di concretissimo denaro, come a voler ribaltare il vecchio adagio che recita «con la cultura non si mangia».
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