La moto Unibs-Givi quarta in Spagna alla competizione mondiale tra università

Nei laboratori sotterranei del Dimi di via Branze - il Dipartimento di ingegneria meccanica industriale dell’Università degli Studi di Brescia - una cinquantina di studenti (di Ingegneria, ma anche 7 della facoltà di Economia) hanno lavorato quasi due anni per progettare, disegnare, costruire e sviluppare una vera moto da competizione.
La prova del fuoco è arrivata lo scorso ottobre, sul circuito spagnolo Motorland Aragona, pista che ospita le gare del campionato mondiale di MotoGP, dove si è tenuta la quarta edizione della grande gara tra gli atenei internazionali del MotoStudent International Competition.
Il «gioiello» bresciano la «BRX-253» - guidato dal pilota cremonese di pit-bike, Mirco Bozzoni - ha sfiorato il podio, classificandosi al quarto posto dietro i team dell’Università la Sapienza di Roma (terza posizione), dell’Università di Valencia (seconda) e dell’Università di Torino (prima classificata).
Il progetto
L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto Givi-Unibs MotoStudent Team, nato nel 2015 e coordinato dal prof. Marco Gadola del dipartimento Dimi dell’Università di Brescia e sostenuto da ben 19 aziende bresciane, tra le quali spicca il gruppo Givi specializzato in accessori per le due ruote; accanto a lei realtà del calibro di Fondital e Camozzi; ma anche Punto Stampi, Bonomi Acciai,Tecnofondi, Nuova Ruote Dentate, Mecom, Matris per citarne solo alcune.
La MotoStudent International Competition non è solo una gara internazionale tra atenei. Per gli studenti rappresenta l’opportunità di applicare le conoscenze acquisite durante gli studi universitari in un vero progetto industriale, sviluppando e producendo un prototipo di moto da corsa, che viene valutato e testato in pista sul celebre circuito MotorLand di Aragón.
«Sono due le categorie della competizione - ci spiega Silvia Dusio, studentessa di Economia e team leader del gruppo -: "Petrol", riservata ai motori a combustione interna, alla quale in questa edizione hanno partecipato i team di 35 Università e tra queste la nostra provenienti da tutta Europa e anche dall’America; c’è poi la "Electric", per prototipi con sistema di propulsione totalmente elettrico».
Il regolamento
Ma la sfida naturalmente non si è limitata alla velocità, non vince solo chi arriva prima: il regolamento è severissimo e prevede anche un «voto» sul progetto, impone vincoli costruttivi e l’utilizzo di componenti comuni a tutti i prototipi.
«La commissione della MotoStudent valuta sia le performance in pista (prove statiche e dinamiche) sia lo studio di fattibilità ingegneristico ed economico, per il quale ogni Team deve presentare un vero e proprio Business Plan», ci spiega Sivia Dusio.
Il team
Gli studenti si sono organizzati autonomamente in 4 divisioni coordinate al loro interno dal «division leader»: powertrain (motore), chassis & bodywork (telaio), electronic (elettronica) e business & communication (rappresentanza). Sono 12 gli studenti dell’Università di Brescia che hanno partecipato alla trasferta spagnola. Accanto alla team leader Dusio, sono volati ad Aragona anche Paolo Caraffini di Brescia; Gabriel Migliorati di Pavone Mella; Nicola Vianelli di Provaglio d’Iseo; Nicolò Belotti di Chiuduno (Bg); Michele Abrami, di Brescia; Elena Serena Brunelli di Verolavecchia; Andrea Cagiada di Manerbio; Edoardo Chiroli di Brescia; Mario Pestelli di Esine; Michele Venturini, di Brescia; e Dylan Zanaglio di Sabbio Chiese.
Agli studenti che partecipano al progetto non vengono riconosciuti crediti formativi. E allora perché sottrarre tempo ed energia allo studio? «A spingerci c’è la passione per il mondo dei motori delle due ruote - spiegano i ragazzi del team -. Ma MotoStudent è anche un modo per rispondere in modo creativo ad esigenze reali di business, nonché imparare e prendere spunto dai professionisti che incontriamo in questo percorso».
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