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La bioraffineria e i funghi per dare nuova vita agli scarti dell’agroindustria

L’Unversità di Brescia ha attivato tre progetti per ridurre lo spargimento nei campi e creare prodotti «verdi»
Marco Papetti
Il fungo digerisce all’esterno e il prodotto risultante dal processo viene raccolto
Il fungo digerisce all’esterno e il prodotto risultante dal processo viene raccolto

Bioraffineria: una pratica dietro cui si cela la ricerca di soluzioni sostenibili per gli scarti organici agroindustriali, da trasformare in prodotti utili in agricoltura quali biostimolanti o biopesticidi.

Un processo che passa attraverso la loro fermentazione in stato solido tramite funghi, studiato dalla Piattaforma di microbiologia agroalimentare e ambientale (PiMiAA) nel laboratorio della professoressa Emanuela Gobbi, docente di Patologia vegetale all’Università dedli Studi di Brescia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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