GdB & Futura

Il più grande centro di ricerca nel mini stand

L’Instm è la sigla che raggruppa i dipartimenti e i laboratori di 16 atenei
Studenti affascinati dalle dimostrazioni che si trovano negli stand - New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Studenti affascinati dalle dimostrazioni che si trovano negli stand - New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

La sigla era francamente sconosciuta al sottoscritto fino a 24 ore fa. Sapevo ovviamente delle attività di ricerca nelle nostre università e altrettanto francamente mi ha stupito di non vedere a Futura uno stand tutto di Ingegneria Brescia. In realtà qualcosa c’è, ma piccolo piccolo, ed è quello dell’Instm, la famosa sigla ignota, che sta per Consorzio interuniversitario scienza e tecnologia dei materiali, ovvero un consorzio che raggruppa, diciamo così, i dipartimenti e i laboratori di 16 università italiane. A naso, dico io il più formidabile centro di ricerca nazionale.

Centinaia e centinaia di professori e migliaia di giovani ricercatori. Cosa c’è di più grande?, mi ripeto. Boh, non saprei. Insomma: una grande storia al servizio delle aziende in particolare, sta chiusa in un mini stand. Ma ieri qui hanno raccontato i risultati di alcune belle storie di ricerca applicata «che sono disponibili sul mercato» come mi ricorda la prof. Laura Depero, docente a Ingegneria. E sono storie di spin off, aziende nate in università. Le racconto in breve confidando che le aziende ne colgano le opportunità, vallo a sperare ...

La prima storia è di Next Materials raccontata da Alberto Cigada, docente al Politecnico di Milano. Fra le cose ideate e sperimentate c’è il poly paper: è un materiale polimerico idrosolubile. E quindi: si lavora come una plastica ma si scarta nella carta. Utilizzo possibile, fra i molti: le cartucce per la caccia, oggi son di plastica, quando si spara spesso restano nel terreno e buonanotte, accidenti. Col poly paper dopo qualche mese si dissolvono. Sempre Alberto Cigada ha presentato Filtrinext, un materiale eccellente come filtro antibatterico, ma capace di sostituire il polistirolo nel packaging e anche di diventare (le abbiamo viste) anche gradevoli borse e cartelle.

Altra storia quella raccontata da Laura Borgese di UniBs. La sua azienda si chiama Smart Store System ed è una piccola attrezzatura già sperimentata anche in università spagnole e tedesche che - sintetizzo ampiamente - serve a preparare e velocizzare processi di analisi. Si cerca un’azienda interessata alla commercializzazione.

È la giornata delle scuole, dei ragazzi delle superiori in primis direi molto interessati e coinvolti negli stand che hanno un minimo di animazione. Direi che sulle scuole bisogna insistere. Molto ma molto interessante quanto presenta e-Novia all’esterno del padiglione. Fateci un salto. E-Novia è una società milanese di progettazione di prodotti industriali. Qui potete trovare e provare lo chassis (la base) di un veicolo elettrico a guida autonoma, vedrete quel che può fare Yape, un drone terrestre che trasporta carico max 10 chili oppure potete prenotarvi le scarpe Wahu con o senza aria nelle suole e - badabum - collegate ad una app con un sistema elettro-pneumatico integrato nella suola, sensori di pressione, accelerazione e giroscopio, algoritmi di machine learning per l’automazione e ricarica wireless. Buona camminata, si spera.

 

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