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Futura Expo, la nuova chiave per la nuova Brescia

Siamo tanti (azienda & co), abbiamo numeri sorprendenti, pesiamo sui mercati, ma siamo, per così dire, poco sexy
In Fiera c'è Futura Expo - Foto NewReporter/Favretto © www.giornaledibrescia.it
In Fiera c'è Futura Expo - Foto NewReporter/Favretto © www.giornaledibrescia.it
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Io partirei da qui. Anzitutto invitando tutti ad andare a vedere Futura Expo, alla fiera di Brescia. Chiude domani, martedì 4 ottobre, dopo aver aperto il 2. L'ingresso è libero. Non c'è niente da comprare, tanto da vedere e un po' da imparare. Un centinaia di aziende, università, centri servizi e all'innovazione, scuole, start up e un magnifico bouquet di aziende old style per storia e eccitanti per quel che presentano.

È Brescia che, un tempo avremmo detto, «va in vetrina», che si fa vedere, una sorta di «Campionaria» (ricordate? Milano anni 60-70 che festa!) di quel che a Brescia si fa e si intende fare. Futuro, per l'appunto. Una sorta di festa e di rappresentazione per dire che si è insieme, ci si è ritrovati, che magari insieme si passerà un inverno che quest'anno si preannuncia ancora una volta non leggero. Ma tant'è: se c'è rimedio perché preoccuparsi? e se non c'è rimedio perché preoccuparsi? Un mini-antidoto confuciano che non guasta mai. E quindi: venite alla fiera di Brescia a vedere Futura.

C'è quindi la festa dell'orgoglio bresciano messo insieme, ma c'è anche la percezione di quel che ci sta davanti, ma c'è, ancora, la cognizione delle forze che si hanno, delle energie accumulate. Brescia nel cuore (lo dice la pubblicità) ma il mondo in testa. Bum. Ma è così.
Detto questo vado avanti con il lavoro. E mi veniva in mente, scorrendo le aziende presenti (non tutto il meglio, ma la gran parte) quel che Futura Expo potrebbe costituire da qui in avanti. Riflessioni un po' a ruota libera.

Io partirei da una nuova cognizione «industriale» che Brescia sta acquisendo. Vi ricordate le grandi mostre dell'epoca corsiniana: belle, brutte, costose, impiccione del traffico (sic!), ma - alla fine - dopo anni di batti e ribatti l'idea che in giro circola è che Brescia è proprio bella, che merita un passaggio, magari una sosta non banale. Ovvio che in questi anni molto altro si è fatto, ma credo potremmo segnare l'epoca delle grandi mostre come una sorta di enorme operazione di immagine, di voler far conoscere Van Gogh ma anche la città. Marketing, se non è una bestemmia.

Diciamo che ne è nata - in primis in città - la sensazione (o la certezza, via) che Brescia è proprio bella, che il fatto che tanti forestieri la trovassero bella in qualche modo ha ancor più convinto noi sulla gradevolezza della città. Bon: si può fare anche con l'industria bresciana e, badate bene, non tanto (perlomeno non nell'immediato) per il fatturato, ma per una cosa quasi analoga: futuro.

Siamo tanti (parlo delle aziende & co.), abbiamo numeri sorprendenti, pesiamo sui mercati, ma siamo, per così dire, poco sexy, continuiamo ad avere una relativa capacità attrattiva sull'esterno. E quindi è tempo di esibire, una sorta di «industrial pride» per far sapere cosa e come facciamo le cose in tema di energia, ambiente, tecnologie digitali, agricoltura avanzata. Non vi farò l'elenco dei primati ma questi ci sono, non è il «come siam bravi noi bresciani»: è che in molte cose lo siamo, ma lo sanno in pochi. Ma oggi, fare quel che sia chiama marketing territoriale è importante e non mi dilungo sul tema: facciamo la Mille Miglia, ma quanti sanno che siamo i secondi-terzi per la componentistica automotive? È solo un esempio. Siamo formidabili riciclatori di metalli e plastiche ma quanti lo sanno e, soprattutto, non sanno come lo facciamo mettendo insieme storia-industria-ambiente che è un mix formidabile di tecnologia. E si potrebbe continuare.

E quindi: io partirei da qui, da Futura Expo per la Brescia di domani. Futura può essere una sorta di piattaforma dove il meglio delle nostre cose trova spazio, vetrina, racconto. Non si capisce fino in fondo perché le bellezze della città e della provincia devono avere le loro di vetrine e non la debbano avere l'industria e l'artigianato bresciano. Non sto parlando di lustrini: sto parlando di storie, di fabbriche, di brevetti, di innovazioni, di mercati: qualcosa che possa far dire a qualcuno del mestiere: ma te pensa Brescia, oppure - dico più banalmente, ma chissà se è cosi - che faccia dire ad uno studente di Ingegneria o altro: ma te pensa che fabbriche ci sono qui in giro. Ecco, e per l'appunto: se vi trovate due-tre ore fra oggi e domani fate un salto a Futura Expo. 

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