Con 13,4 milioni di tonnellate di carne generata dagli allevamenti nel 2021 l’Unione europea è uno dei maggiori produttori di pollame a livello mondiale. Ma quanto impatta sull’ambiente questa sostanziosa fetta del comparto agricolo? E soprattutto: è possibile aumentarne la sostenibilità in ottica ambientale?
Domande a cui, indirettamente ma con soluzioni molto concrete, sta dando una risposta l’Università degli Studi di Brescia. È stato avviato nel 2017 e sta per giungere a conclusione il progetto Deasphor (acronimo di Design of a product for substitution of phosphate rocks, cioè «Progetto per la sostituzione della roccia fosatica»), un’iniziativa europea che ha come capofila la Facoltà di Scienze dell’Universidade do Porto e come partner diversi atenei e centri di ricerca del vecchio continente, tra cui il dipartimento di Ingegneria meccanica e industriale (DIMI) dell’UniBs.




