Diesel e benzina ko: oggi l'Europa decide e serve un Piano B

Oggi si decide, forse. Il Parlamento Ue dovrà confermare la linea del Governo europeo presa nei mesi scorsi circa il divieto di vendere (dal 2035) auto a carburanti fossili (benzina, diesel, gpl).
Il tema è di enorme rilevanza perchè capite bene che il 2035 e qui e se passasse senza modifica quella proposta sarebbe una sorta di rivoluzione: positiva per tanti aspetti (diciamo l’ambiente in senso lato) ma che di certo manderebbe in apprensione (a dir poco) l’industria dell’automotive, dei fornitori delle grandi Case in particolare.
È possibile che qualche pur timida modifica alla proposta di legge venga approvata, in particolare quella che vorrebbe abbassare al 90% (anzichè 100%) il taglio delle emissioni al 2035. Le industrie chiedono la cosiddetta neutralità tecnologica, ovvero: si fissino i limiti e poi si lasci alle aziende come raggiungerli non dando quindi, come unica strada, l’elettrico. Diciamo che il quadro è complicato.
Passasse senza modifiche la proposta di legge, a rischio andrebbero migliaia di posti di lavoro. Bisogna, da questo punto di vista, avere un Piano B, ovvero un progetto che possa far vedere alle aziende che fanno solo automotive che potrebbero fare altro. Facile a dirsi, complicato a farsi, ma non del tutto impossibile. Bisogna partire, mappare fabbrica per fabbrica, capire cosa fa e immaginare alternative a quel che si sta facendo.
Ci si deve reinventare un futuro. Qualcuno, in silenzio, si sta muovendo. E bisogna che i Grandi prendano sulle loro spalle i più piccoli, fargli vedere possibili nuovi orizzonti. Ma forse è solo poesia...
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