In Italia, la cultura dell’assicurazione per la casa non è ancora molto diffusa rispetto ad altri Paesi europei. Anche se la casa è il bene più importante per molte persone, molte abitazioni non sono adeguatamente protette contro i rischi, soprattutto quelli legati a eventi atmosferici e disastri naturali.
Quante case sono assicurate?

Stando alle stime dell’Ania per il 2025, circa 17,3 milioni di abitazioni hanno una polizza assicurativa, che rappresenta circa il 49% delle case in Italia. Questo significa che, in media, meno della metà delle case ha una protezione assicurativa di base che copre solitamente l’incendio, lo scoppio e talvolta anche il furto o i danni accidentali. In altre parole, la maggior parte delle case resta senza copertura, esponendo i proprietari e gli inquilini a rischi finanziari anche gravi in caso di incidente.
La fragilità dei rischi climatici

Il dato cambia drasticamente quando si considerano le garanzie contro i disastri naturali come alluvioni, frane, terremoti e forti eventi atmosferici. In questo caso, la percentuale di case assicurate scende a circa il 6,8%, con alcune analisi che indicano percentuali ancora più basse, intorno al 6-9%. In pratica, meno di una casa su dieci è protetta da polizze che prevedono risarcimenti in caso di danni causati da eventi estremi, che sono diventati sempre più frequenti e intensi negli ultimi anni.
Perché la copertura resta bassa?
Tra le ragioni principali della bassa penetrazione ci sono il costo che sembra elevato, la scarsa conoscenza delle formule disponibili e la convinzione che «non capiterà a me». In molti casi, le coperture contro i rischi catastrofali vengono offerte come servizi aggiuntivi a premi relativamente alti, poco conosciuti o considerati non prioritari dai consumatori. A livello culturale, permane l’idea che la casa sia un bene «sicuro» e che le calamità siano eventi sporadici e localizzati, mentre la realtà è che ogni anno nuove aree territoriali subiscono ingenti danni a causa di piogge eccezionali, allagamenti o smottamenti.
Cambiare l’approccio

Negli ultimi anni, la crescente consapevolezza dei rischi climatici e la diffusione di strumenti digitali per confrontare le polizze hanno iniziato a spingere verso una maggiore prudenza. Sempre più italiani sono interessati a formule più complete che includono protezione Rc, incendio e, dove possibile, anche coperture per fenomeni atmosferici.
Per le amministrazioni pubbliche e le compagnie, il passo logico è accompagnare questa tendenza con informazioni chiare, trasparenza sui costi e strumenti di supporto economico (agevolazioni, voucher, incentivi) per rendere le polizze sulla casa un investimento accorto, non una voce di costo subita.
In un Paese dove la casa è ancora un pilastro centrale del patrimonio familiare, raggiungere una copertura più ampia e diffusa è un passaggio necessario per ridurre il carico di danni, sofferenze e costi pubblici quando “l’evento” arriva davvero a bussare alla porta.



