Scegliere l’amministratore del condominio non è sempre facile. Da una parte i condòmini chiedono efficienza, tempestività e la sicurezza di essere in regola e ben amministrati, dall’altra i professionisti si trovano immersi in un lavoro che non lascia spazio a dubbi e incertezze.
La costante formazione professionale diventa dunque una qualità che può fare la differenza quando si sceglie l’amministratore
L’impegno

Un amministratore condominiale poco preparato rischia di creare seri danni ai condomini, oltre che a se stesso. L’amministratore è oggi infatti chiamato a gestire responsabilità giuridiche, contabili, tecniche e relazionali che richiedono una formazione adeguata e costantemente aggiornata. Un cambio profondo della figura dell’amministratore di condominio a cui oggi stiamo assistendo, che non deve solo convocare assemblee, riscuotere quote e pagare fornitori, ma abbracciare molte più responsabilità.
Si stima che ogni anno in Italia si aprano tra gli 800mila e i 2milioni di sinistri condominiali, e una gestione poco attenta e formata dell’amministratore potrebbe portare a ritardi nelle denunce, documentazione incompleta e blocchi nella liquidazione dei danni. Con ripercussioni sia sui condomini che sugli stessi amministratori.
Da qui secondo il MAPI, Movimento Amministratori e Proprietari d’Immobili, l’importanza di una formazione seria e professionale degli amministratori, che possono andare incontro a serie ripercussioni sia civili che penali.
A chiarire i dubbi più impellenti dell’argomento interviene l’avvocato Gerardo Michele Martino, responsabile della formazione del MAPI, associazione professionale che si occupa della formazione e dell’aggiornamento degli amministratori di condominio.
Funzione delicata
Perché oggi la formazione dell’amministratore di condominio è un tema così importante?
«Perché l’amministratore di condominio svolge una funzione delicata, spesso sottovalutata. Gestisce patrimoni immobiliari, rapporti economici, adempimenti fiscali, sicurezza degli edifici, manutenzioni e conflitti tra condòmini. Una formazione superficiale rischia di produrre effetti negativi non solo per il professionista, ma anche per le comunità condominiali che gli affidano la gestione.
La formazione non può essere vissuta come un semplice passaggio burocratico, ma deve servire a costruire competenze reali».
Il Decreto del Ministero della Giustizia 13 agosto 2014, n. 140, ha dato una cornice precisa alla formazione iniziale e all’aggiornamento degli amministratori di condominio. Questo significa che il tema non riguarda soltanto l’opportunità di studiare, ma il rispetto di un sistema di requisiti professionali che deve essere conosciuto sia dagli amministratori sia dalle assemblee condominiali.
La formazione

La formazione online può essere efficace in un settore così pratico?
«La formazione online può essere efficace quando è organizzata nel rispetto del DM 140/2014 e quando non viene ridotta a un semplice accesso formale a contenuti digitali. La modalità telematica può rappresentare un’opportunità importante, perché consente a chi lavora o vive lontano dai grandi centri di seguire un percorso strutturato con maggiore flessibilità.
Tuttavia la flessibilità non deve mai essere confusa con una riduzione del rigore. Un corso online serio deve avere un programma chiaro, materiali ordinati, contenuti verificabili, tracciabilità del percorso e un sistema finale di controllo delle competenze».
Le competenze
Quali competenze dovrebbe acquisire chi frequenta un corso per amministratore di condominio?
«Le competenze fondamentali sono diverse. C’è certamente una base giuridica: codice civile, disposizioni di attuazione, assemblea, delibere, tabelle millesimali, responsabilità dell’amministratore, recupero dei crediti condominiali. Poi c’è una parte contabile, indispensabile per comprendere riparti, rendiconti e gestione delle somme comuni.
Non va trascurata la dimensione tecnica, manutenzione, sicurezza, impianti, rapporti con professionisti e imprese. Infine, vi è la competenza relazionale, che vede l’amministratore lavorare in un contesto umano complesso, dove spesso le tensioni personali si sommano ai problemi economici e gestionali».



