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L'ADDIO

Ultima notte, ultimo brindisi: chiude il Madai al lido di Lonato

Marco Zanetti

Garda
30 set 2022, 06:00

Si chiude, per ora: giù le serrande al Madai. Per lo storico chiosco del lido di Lonato, oggi è l’ultimo giorno di lavoro, da celebrare con un grande party al via dalle 16. E poi? Il futuro è decisamente nebuloso.

«Attendiamo l’esito del bando ministeriale di 5 milioni di euro dai fondi Pnrr per procedere alla totale riqualificazione dell’area del lido, compresi i relativi parcheggi - spiegano il vicesindaco Monica Zilioli e l’assessore Massimo Castellini -: servono servizi idonei alla clientela. Qualora non arrivasse la cifra richiesta, troveremo altre strade per dare un volto nuovo alla zona, elaborando un bando di gestione accessibile e trasparente».

Addio a clienti e dipendenti

Ci vorrà, dunque, un po’ di tempo, per rivedere la struttura di via Catullo «invasa» dai clienti. Intanto, senza un’ulteriore proroga di concessione all’attuale gestore, il Madai deve dire addio ai clienti, così come «alla famiglia che si è creata in questi anni, ovvero i miei 21 dipendenti - sottolinea Fiorella Neri, titolare e anima del locale -, cui voglio davvero un gran bene. Devo dirgli un enorme grazie per avermi sempre sopportato e supportato per dare agli avventori un posto speciale, partendo da quella che era davvero poco più di una baracca».

Fiorella Neri, titolare e anima del locale

Ai tavoli del Madai si respira un’aria decisamente trasversale: dai più piccoli interessati ad un gelato, a chi si ferma per un caffè, fino ai «cravattati» che si concedono una pausa pranzo informale, E poi gli appassionati dell’aperitivo, o quelli interessati a scatenarsi con la musica di artisti e dj emergenti. E, ancora: feste di compleanno, addii al celibato e nubilato, nonché eventi di beneficenza, spesso coordinate con il gruppo «Pazzi di rugby».

Sempre pieno

E come sottofondo, oltre al dolce rumore del Benaco, chiacchiere in varie lingue e dialetti. Tutti, insomma, amavano questo beach-bar affacciato su una spiaggia del lago di Garda, fatta di sassi e tranquillità.

Un posto del cuore dal quale sarà davvero difficile separarsi. «In 15 anni qui ho trascorso giornate intere, dense sì di sudore e fatica, ma ripagate dalle emozioni e dall’effetto della gente di ogni età - ricorda Fiorella, con malcelata malinconia -. Lasciare fa male al cuore, ma non ci posso davvero fare niente. Dal canto mio, non sparisco completamente - assicura Fiorella, trasformando l’addio in un arrivederci -: vorrei aprire un altro locale per i primi mesi del 2023. Spero presto di poter dare nuovamente mie notizie».

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