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LAGO DI GARDA

Turismo, Garda: l'obiettivo è superare 8 milioni di presenze


Garda
9 giu 2018, 08:30
GARDA, OBIETTIVO 8 MILIONI

Nel mirino ci sono gli 8 milioni di presenze. «Un traguardo alla portata», sentenzia Marco Girardi, direttore del consorzio di promozione turistica Garda Lombardia (800 strutture ricettive associate lungo la riviera bresciana, tra Sirmione e Limone), che anche quest’anno, dopo l’exploit del 2017, punta a un nuovo record.

«Il Garda bresciano piace sempre di più - continua Girardi -, i numeri sono buoni e sostanzialmente confermano, per quanto riguarda la ricettività alberghiera, quelli del 2017, mentre crescono le presenze in appartamenti e affittacamere, strutture alternative che continuano a crescere». Anzi, che stanno registrando un vero e proprio boom. Il turismo, del resto, è un business che fa gola a tutti sul Garda. Chi ha una camera o un appartamento libero lo mette a rendita. Nell’era delle piattaforme online per gli affitti brevi, da Booking ad Airbnb, chiunque può improvvisarsi imprenditore turistico. Le attività di affittacamere regolarmente registrate sulla riviera bresciana quest’anno sono 1.787 per 17.286 posti letti (dati al 31 dicembre 2017); solo un anno prima (31 dicembre 2016) erano 808 per 11.687 posti letto.

«Ecco perché - dice Girardi - sono sicuro che nel 2018 il Garda supererà le 8 milioni di presenze». Che, per la cronaca, nel 2017 furono 7,7 milioni (per la precisione 7.726.795, su un totale provinciale di 10,4 milioni), delle quali 6,3 milioni di turisti stranieri.

La tradizione. Se da un lato piace sempre più la ricettività informale di bed&breakfast e case vacanza (oggi gli esercizi extralberghieri, compresi i campeggi e gli ostelli, sono 2.190 per 56.600 posti letto), dall’altro tiene bene anche l’ospitalità alberghiera tradizionale, soprattutto quella di lusso. Lungo la riviera bresciana gli alberghi sono 417 per un totale di 25.048 posti letto (10 i 5 stelle, 89 i 4 stelle). «Di 5 stelle - annuncia Girardi - ne stanno tra l’altro sorgendo altri due, il resort della Travel Charme a Salò e quello della famiglia Thun a San Felice del Benaco. L’offerta, già molto diversificata ed elevata, crescerà ulteriormente». È il segno di un settore che si adegua al mercato, che cambia pelle in funzione dei tempi e della domanda.

Un altro esempio? «È di fatto sparita la pensione completa - spiega Girardi - e si vende sempre meno anche la mezza pensione. I turisti prenotano online camera e colazione. Stop. Il pranzo, e soprattutto la cena, si fanno al ristorante. Ed è ovviamente una manna per ristoratori, baristi, per l’indotto dell’intero territorio. Sono una ventina gli hotel che hanno dismesso la cucina prima dell’apertura stagionale 2018».

Dal mondo. Quanto alle nazionalità, dato per assodato il primato inattaccabile dei tedeschi (3,4 milioni di presenze sul totale di 7,7 nel 2017), Girardi registra il consueto apprezzamento da parte di olandesi, austriaci, inglesi e svizzeri, e un incremento significativo di polacchi e cechi. Crescono, soprattutto nel basso lago, anche i russi, i cinesi, i coreani e gli israeliani. Nelle capitali turistiche del lago gli operatori sono soddisfatti. Mauro Maccarini, presidente del Carg, consorzio alberghi di Salò e Gardone Riviera: «I dati sono in linea con il 2017 e non era scontato replicare quel risultato. Certo non dobbiamo dormire sugli allori, la concorrenza è agguerrita, la Croazia va forte, la Grecia recupera, la Turchia sta tornando. L’impressione è che in futuro bisognerà battersi un po’ di più per confermare questi numeri». Stefano Del Pozzo, presidente dell’Associazione Turistica Gargnano: «La Pasqua bassa è sempre problematica e il tempo non ha aiutato. Poi le tradizionali vacanze tedesche di Ascensione, Pentecoste e Corpus Domini hanno raddrizzato la stagione, che comunque presenta numeri in linea con il 2017, dunque molto positivi».

Fabio Barelli, presidente del Consorzio albergatori e ristoratori di Sirmione: «Dopo un maggio altalenante per le bizze del meteo, la stagione è partita alla grande e proseguirà con numeri da tutto esaurito. Alla fine replicheremo i numeri delle ultime stagioni. A questo punto crescere in quantità non è più possibile, la vera sfida è crescere in qualità, senza cadere nella trappola della massificazione». Tutti d’accordo, infine, sulla necessità di continuare a puntare sulla destagionalizzazione. L’anno scorso settembre e ottobre registrarono numeri molto buoni. L’obiettivo, meteo permettendo, è replicarli.

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