Ha un suono profondo, potente, pulitissimo. Chi lo suona rimane sorpreso dalla sua rapidità di risposta, simile a quella del violino, caratteristica rara, quasi eccezionale, per uno strumento di queste dimensioni. È considerato una delle migliori creazioni di Gasparo Bertolotti, il liutaio passato alla storia come Gasparo da Salò, e sentirne la voce è un privilegio, anche perché accade raramente.
L'appuntamento
È da non perdere, dunque, l’appuntamento di sabato 15 ottobre al MuSa con l’evento «Il suono di Gasparo», che replica dopo l’edizione primaverile: il contrabbasso realizzato dal liutaio salodiano intorno al 1590 uscirà nuovamente dalla teca per essere suonato dal M° Giovanni Pietro Fanchini, titolare della cattedra di contrabbasso del Conservatorio «Donizetti» di Bergamo e dai suoi allievi. Sarà un’occasione imperdibile - voluta dalla direttrice del MuSa, Lisa Cervigni, e dal curatore della sezione di liuteria Roberto Codazzi - per ascoltare il suono di uno degli strumenti meglio conservati e più belli realizzati da Gasparo, liutaio padre del violino moderno ma che ebbe un ruolo rilevantissimo anche nell’evoluzione del contrabbasso, o meglio dello strumento che allora si chiamava «violone» o «lirone», visto che il termine contrabbasso farà il suo esordio solo nell’800.



