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LONATO

Sesso con allieve: «Ha distrutto la loro adolescenza»


Garda
8 nov 2018, 17:25
Nove anni e due mesi in appello per il maestro di karate - Foto © www.giornaledibrescia.it

Nove anni e due mesi in appello per il maestro di karate - Foto © www.giornaledibrescia.it

Uno sconto minimo, 4 mesi, che non cambia la sostanza di una pena. «Vi è stato un notevole inquinamento e corruzione della personalità delle vittime» scrive la Corte d’appello di Brescia nelle motivazioni della sentenza di condanna, a nove anni e due mesi, inflitta in secondo grado a Carmelo Cipriano, titolare di una palestra di karate a Lonato del Garda, e ritenuto responsabile di aver consumato rapporti sessuali con le sue allieve quando erano minorenni.

In un caso, con la grande accusatrice Giada Fusaro, oggi 22enne e costituitasi parte civile, i primi approcci erano iniziati quando lei aveva 12 anni durante un pigiama party organizzato nella palestra gardesana.

«Cipriano ha consapevolmente scelto di trasmettere alle allieve ben altri insegnamenti rispetto a quelli dello sport, corrompendone la personalità e distruggendo la loro adolescenza, in una fase assai difficile di crescita e formazione delle giovani persone offese» scrive il presidente della Corte. In carcere Cipriano, che ha ammesso i rapporti sostenendo che considerava quelle ragazzine molto più giovani di lui come delle fidanzate, sta seguendo un percorso psicologico. «Un fatto che appare recessivo - si legge - rispetto all’enorme danno cagionato alle ragazzine che hanno visto turnato il loro normale sviluppo psicologico, emotivo e sessuale».

Secondo i giudici le giovani allieve del maestro di karate erano costrette ai rapporti che avvenivano all’interno di uno stanzino della palestra. «L’iniziativa veniva sempre presa da Cipriano con adescamenti pressanti, utilizzando l’evidente ascendente sulle giovani - e a volte giovanissime - allieve che aveva il suo ruolo di maestro di karate». Anche nel processo d’appello è emersa la personalità di Carmelo Cipriano. «Ha avuto gioco facile sulle giovani allieve che ha manipolato sapientemente al fine del raggiungimento dei suoi scopi sessuali. Tutte le giovani - scrivono i giudici - hanno infatti descritto l’abile attività manipolatoria posta in essere dall’imputato».

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