I nastri dei Carabinieri ieri mattina non c’erano più nel parcheggio davanti alla villetta dove sabato pomeriggio è tragicamente morta Viola Balzaretti, uccisa da un colpo partito accidentalmente da un fucile nelle mani del fratello minore. Le ante delle finestre erano chiuse e sugli stipiti c’erano i sigilli lasciati dagli inquirenti: unico segno ancora tangibile della tragedia che si è consumata sabato pomeriggio a Portese. Qualche vicino, passando, ha volto timidamente lo sguardo verso quelle finestre e si è fatto il segno della Croce: «È un lutto per tutto il paese. In una comunità così piccola come la nostra, drammi del genere lasciano senza parole. Non ho dormito stanotte pensando a quella mamma».
Viola, che da piccola giocava con i bambini del quartiere e che ormai si era fatta grande, non c’è più. E chi la conosceva la ricorda come una «bravissima ragazzina». Una quindicenne come lo sono tante: «Solare e affamata di vita». I suoi amici ieri mattina non erano davanti alla sua casa. Lo sono stati tutta la sera, sabato. Aspettavano di capire, proprio come tutto il paese: l’Amministrazione comunale ha espresso il proprio cordoglio anche attraverso un post pubblicato sui social del Comune; l’oratorio ha annullato la riapertura prevista proprio per ieri. Muto il gruppo Facebook del paese: davanti alla tragedia si è scelto il silenzio.


