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IL CASO

Salò, l’asse con il turismo rilancia i negozi del centro storico


Garda
19 nov 2019, 08:18
Gli scaffali dell'Antica Drogheria Girardi - © www.giornaledibrescia.it

Gli scaffali dell'Antica Drogheria Girardi - © www.giornaledibrescia.it

Salò è da sempre luogo di commercio e scambio, al centro di un circondario che qui trova servizi e soprattutto negozi. Così era ai tempi della Magnifica Patria,e così è ancora oggi, con la città che si fa vanto delle sue vie dello shopping, un grande centro commerciale a cielo aperto. Certo, i fasti dei decenni passati sono finiti, non sono mancate le chiusure, ma il saldo non è così negativo come in altre zone della Provincia.

Nel 2018 gli uffici comunali hanno contato 16 subingressi, 22 nuove aperture, 3 variazioni o trasferimenti e 34 cessazioni. Quest’anno, invece, si contano fino ad ora 5 subingressi, 16 nuove aperture, 11 variazioni o trasferimenti e 16 cessazioni. Intravede segnali di ripresa Cristina Frascati, titolare del negozio di abbigliamento e accessori Cavour 21, in piazza Cavour, coordinatrice del sodalizio di commercianti costituito in seno al Carg, l’associazione albergatori: «Sono ottimista. Vedo un bel movimento: la drogheria Girardi che riapre, qualcuno, come il Caprice sul lungolago, che rinnova i locali, altri che cambiano location ma restano in città, altri ancora che si stanno informando per aprire. C’è fermento, voglia di fare».

Strategia. Salò, insomma, non si arrende allo strapotere dei centri commerciali e al boom degli acquisti online. «Non è facile – continua Cristina Frascati – ma è possibile farcela se ci si specializza, si fa ricerca, si punta su professionalità ed esclusività. D’estate è tutto più facile, ma all’inverno si sopravvive solo con proposte nuove ed esclusive». Altre strade, del resto, non ce ne sono. «È sempre più evidente – dice Attilio Maroni, titolare degli omonimi negozi di abbigliamento in centro – che a Salò il commercio vive grazie al turismo: i 4 mesi estivi spesso ci risolvono i problemi di un anno. Abbiano perso alcune funzioni comprensoriali, dall’ospedale alla pretura, e i bresciani vengono meno a Salò. Non ci resta che puntare sul turismo: allungare la stagione, fare squadra con gli albergatori».

Anche Maroni non vede così nero all’orizzonte: «Il nuovo resort alle Versine porterà nuova linfa. Poi c’è il vecchio ospedale, un fabbricato così importante in pieno centro: se si riuscirà a trasformalo in una residenza alberghiera per anziani potrà certamente aiutare».

Turismo. Per una città che è sempre stata un centro di servizi non è facile cambiare pelle e puntare tutto sul turismo, ma è la sola strada: «A Salò – conclude Frascati - viviamo di commercio e turismo. Tutti quanti. Le nostre case valgono perché Salò ha un valore turistico e commerciale. Se questi settori vanno in crisi diventiamo tutti più poveri».

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