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BENI CULTURALI

Per le Grotte di Catullo e la Villa romana la ricostruzione è in 3D e navigabile

Francesca Roman

Garda
17 giu 2022, 06:00
La ricostruzione 3D delle Grotte di Catullo sulla punta della penisola

La ricostruzione 3D delle Grotte di Catullo sulla punta della penisola

Quella terza dimensione perduta nel corso dei secoli, e recuperata attraverso la tecnologia. È grazie al progetto «e-Archeo» che anche le Grotte di Catullo di Sirmione e la Villa romana di Desenzano hanno la loro ricostruzione virtuale e narrativa, per una promozione emozionale.

Si tratta di un progetto di valorizzazione multimediale creato da Ales Spa, su mandato del Ministero della Cultura, che punta a offrire una diversa modalità di lettura e fruizione di alcuni siti archeologici con un notevole potenziale narrativo.

Il fil rouge che ha guidato le scelte narrative di «e-Archeo» è stato l’illustrazione delle varie tipologie di insediamento che si sono sviluppate sul territorio italico, frutto della presenza di popolazioni e culture diverse. Sono stati quindi scelti otto siti sparsi sul territorio nazionale e di ciascuno si è raccontata la storia attraverso l’illustrazione dei monumenti che sono stati presentati nella loro realtà attuale e in una visione ricostruttiva.

Oltre alle gardesane Grotte di Catullo e villa romana, il progetto, concluso un paio di settimane fa, comprende gli insediamenti etruschi di Marzabotto e di Cerveteri, la colonia romana di Alba Fucens, il municipium di Velia, il sito archeologico di Egnazia, la città di Sibari e l’emporio fenicio di Nora.

Il progetto

«È un progetto estremamente interessante, scientificamente ineccepibile e a tratti molto innovativo - commenta la direttrice dei due siti gardesani Flora Berizzi -, che di base permette di navigare ricostruzioni di siti archeologici in 3D. Ma è molto di più, perché affianca video e storytelling e si basa su dati open disponibili». «In questi ultimi due anni abbiamo collaborato con l’Università di Verona e con la ditta Carraro Lab di Padova - aggiunge Valentina Cane, responsabile dei servizi educativi della Direzione regionale musei Lombardia e referente del progetto, al quale hanno collaborato anche Luisella Lupano ed Elisabetta Roffia, sotto la supervisione della direttrice Emanuela Daffra -. Abbiamo fornito foto, rilievi, bibliografia e scelto insieme quali aree potessero essere ricostruite con maggiore esattezza».

Per la villa di Desenzano si è scelto il paesaggio e il settore A, mentre per le Grotte l’esterno, il criptoportico e il triclinio. «Le ricostruzioni - prosegue Cane - sono molto utili al visitatore per avere un’immagine del com’era. Dal punto di vista scientifico va segnalato che alcune scelte fatte sono ipotesi». Ai rendering è associato uno storytelling: si trovano sul sito www.e-archeo.it, sulla web app 3d.e-archeo.it e a breve anche nei totem che saranno posizionati nei due siti.

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