Stabilire chi fosse al timone di «Orso». Chi stesse manovrando il Riva Aquarama che la notte del 19 giugno scorso, ad una velocità decisamente oltre i limiti consentiti, è piombato addosso al piccolo gozzo in legno di Umberto e Greta, ha aperto una voragine nella sua murata di destra e spento in pochi istanti il futuro dei suoi giovani occupanti. È questa la domanda ancora senza risposta definitiva. Questo il punto sul quale i carabinieri del Ris di Parma dovranno cercare di dare risposta a partire dal prossimo mercoledì.
I militari in camice bianco saranno impegnati in approfondimenti di natura merceologica, ma anche biologica. Dovranno in particolare ricostruire la natura dei brandelli incagliati nella chiglia del motoscafo dei due tedeschi indagati per omicidio colposo e omissione di soccorso, ma anche, attraverso l’analisi delle impronte digitali e di altri campioni biologici sul volante, sulle manette, sui tientibene (i maniglioni da afferrare durante la navigazione), capire l’esatta disposizione sul motoscafo degli indagati. Alle indagini parteciperà anche uno dei biologi forensi più illustri. Uno che nei laboratori del Ris a Parma si muove come a casa.




