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ARCHEOLOGIA

In Val di Sur trovate monete e resti di un crogiolo


Garda
10 lug 2017, 15:17

Sulle tracce di un passato antichissimo: una ventina, gli studenti delle Università di Pisa e di Padova sono impegnati in questi giorni in una campagna di scavi in Val di Sur, a Gardone Riviera. A guidarli, due autorità in materia quali Gian Pietro Brogiolo e Carlo Baroni, ordinario di archeologia medievale il primo, di geomorfologia il secondo.
L’iniziativa, promossa dall’Ateneo di Salò nell’ambito del percorso «Storia di Salò e dintorni», con il prezioso contributo del Comune di Gardone, che ha fornito il supporto logistico, ha come campo base il centro sportivo di San Michele. 
«Poco, anzi pochissimo sappiamo - hanno spiegato Brogiolo e Baroni - di chi, nei millenni, ha popolato la zona. Eppur, si trattava di un’area strategica, un crocevia che consentiva i collegamenti con Garda, Valsabbia e Trentino. Qui vi erano poi importanti cave di selce, che rendevano questo un centro produttivo di primario rilievo. Per fortuna, la sua collocazione ha fatto sì che sia arrivato fino a noi in una condizione di sostanziale integrità».
L’area scelta per gli scavi presenta tracce superficiali che aprono all’ipotesi di una fortificazione, con fossati e una torre di difesa. Un’ipotesi che sembrerebbe validata dai primi reperti recuperati grazie all’impegno degli studenti. Tra di essi, rare monete del V secolo (ma anche di epoche successive), un dado dello stesso periodo e i resti di un crogiolo utilizzato per la fusione dei metalli. Inoltre, numerosi frammenti di vasellame e pietre lavorate.
Si tratta però soltanto, come si diceva, di primi ritrovamenti. L’intenzione è quella di proseguire, in un prossimo futuro, quanto iniziato, con l’allestimento di nuove campagne di scavo e ulteriori operazioni di ricerca.

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