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PUEGNAGO

Broker dell’erba latitante da mesi si presenta a Canton Mombello


Garda
13 set 2018, 16:13
Pianta di marijuana

Poco meno di 90 giorni. Poi la pressione è stata troppa e si è arreso. Ieri mattina si presentato al posto di guardia del carcere di Canton Mombello, ha esibito un documento e detto poche parole: «La Polizia mi sta cercando dalla metà di giugno. Sono qui». Lui è un 26enne nato a Brescia da una famiglia di origine sarda e residente a Puegnago del Garda.

Il 16 giugno era sfuggito alla cattura nell’ambito dell’operazione «Party is Over» con cui la Squadra Mobile della Questura aveva arrestato 14 persone e recuperato 43 chilogrammi di marijuana in tre diversi blitz messi a segno nelle settimane precedenti, oltre a 100mila euro in contanti.

Il dirgente della Mobile, Alfonso Iadevaia, aveva spiegato che il 26enne, fuggito all’estero quando aveva capito che i sempre più frequenti sequestri ai danni dell’organizzazione di cui faceva parte potevano preludere ad una retata, lavorava come un vero e proprio broker della marijuana, movimentando partite da decine di chilogrammi alla volta, con investimenti che superavano i 30mila euro ad ogni carico.

Tutto era partito da una festa in una casa di via Monte Ortigara in città: l’alto volume della musica aveva attirato l’attenzione della polizia. Gli agenti, con uno stratagemma, si sono fatti aprire la porta e una volta all’interno hanno capito che la musica non era certo l’unica questione. Il forte e persistente odore di marijuana ha spinto ad una approfondita perquisizione. In due antelli della cucina vengono trovati 4 chili di marijuana e 8 di hashish: il 25enne bresciano che ne rivendica la proprietà, scagionando gli altri ragazzi che erano con lui, spiega di vendere dorga per aiutare la famiglia in difficoltà ma da quel giorno parte una scrupolosa indagine che porta ad identificare i loro canali di rifornimento.

Il primo porta ad una coppia di rumeni che abitano a Padova, mentre l’altro conduce ad un abile trafficante spagnolo che risulta ancora irreperibile. Il 26enne bresciano invece, dopo quasi 90 giorni, ha gettato la spugna. La Mobile aveva ormai stretto il cerchio attorno alla sua figura e la sua fuga aveva ormai i giorni contati.

 

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