La Lituania si schiera col presidente Macron: il podcast «La Tribuna»

In vista delle elezioni europee riparte l’appuntamento quotidiano con «La Tribuna», la rubrica di approfondimento con uno sguardo a ciò che accade fuori dall’Italia nella corsa all’Europarlamento. Grazie a una sperimentazione della redazione del Giornale di Brescia con l’intelligenza artificiale, la rubrica è disponibile ogni giorno anche in formato audio: tutte le puntate del podcast sono disponibili su Spreaker, Spotify e le principali piattaforme di ascolto.
Le prossime elezioni europee sono all’ombra del conflitto in Ucraina: da un lato in ogni Stato si discute sulle prospettive della guerra e sulla necessità di arrivare ad una pace giusta per Kiev, dall’altro non sfugge a nessuno che nei prossimi anni l’Unione europea dovrà interrogarsi e trovare una linea chiara sul proprio posizionamento geopolitico. La ostpolitik è sicuramente quella più pressante, ma l’Unione deve sicuramente rimodulare il proprio approccio anche nei rapporti euroatlantici e con grandi attori globali.
Ma restando sul fronte est dell’Unione europea, a fare notizia sono le ultime dichiarazioni della premier lituana, Ingrida Simonyte. Parlando al corrispondente del Financial Times ha detto che «la Lituania è pronta a inviare i suoi soldati in Ucraina in missione di addestramento». Una posizione che suona come un endorsement al presidente francese Macron che, negli ultimi mesi, ha evocato più volte la possibilità di inviare militari Nato in Ucraina, certo in un futuro non ben definito e senza precisare le condizioni d’ingaggio. Le ragioni della dura presa di posizione lituana sono certamente legate alla posizione geograficamente poco felice di tutti e tre gli Stati baltici, esposti alle bizze e le golosità geopolitiche della Federazione russa. Ad inizio aprile è arrivata la notizia che i primi militari tedeschi siano arrivati nel corridoio di Suwalki per un contingente che potrebbe crescere fino a 5mila unità a protezione di Vilnius e dell’integrità territoriale lituana.
Per la Lituania il 2024 è un anno di elezioni: a giugno le consultazioni europee che eleggeranno 11 eurodeputati, mentre ad ottobre si terranno le Politiche. In questo momento i sondaggi premiano il partito Socialdemocratico lituano al 25,6% (3 eletti), mentre la forza di governo, i cristiano democratici (che in Europa sono affiliati con il Ppe), sarebbero fermi al 15,5% (2 eletti), ci sono due partiti affiliati ai Verdi, il partito dei contadini e i Democratici per l’ucraina rispettivamente al 12 e al 10 per cento che porteranno complessivamente 3 deputati, due differenti partiti liberali che potrebbero ottenere un eurodeputato a testa. Resterebbe un seggio per cui sono in lizza liste minori a patto che superino il 5% o che i partiti sopra la soglia di sbarramento non raggiungano il 60 per cento totale dei consensi.
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