Economia

Valvole e rubinetti, tecnologia e sostenibilità segnano il futuro

Le imprese bresciane riportano un leggero calo dei ricavi, ma l’Ebitda rimane stabile al 16%
Claudio Teodori, Università degli Studi di Brescia
L'instabilità geopolitica influisce sulle esportazioni delle aziende del settore rubinetteria e valvolame © www.giornaledibrescia.it
L'instabilità geopolitica influisce sulle esportazioni delle aziende del settore rubinetteria e valvolame © www.giornaledibrescia.it

È in edicola dallo scorso 29 novembre Bilanci Brescia 2023, l’inserto di Università degli Studi e Giornale di Brescia che analizza i bilanci di oltre mille aziende di città e provincia. Un lavoro che è disponibile anche nello strumento digitale che trovate qui. In questo articolo vi proponiamo l’approfondimento sul settore rubinetteria e valvolame.

Nel 2023 il settore dei rubinetti e delle valvole, a livello nazionale, rimane sostanzialmente stabile, con una crescita di pochi decimali (+0,2%) e la conferma della quota di fatturato esportata, pari al 63%.

All’interno del comparto, la cui composizione è eterogenea, la propensione all’export è però diversa: circa il 40% delle imprese privilegia il mercato estero, con quote di fatturato anche molto alte; il 30% predilige il mercato domestico; le altre operano in maniera similare su entrambi (fonte Avr-Anima). Si tratta di una tenuta importante, considerando il contesto nel quale questi risultati sono maturati, con inflazione e costo del denaro alti, accompagnati da instabilità geopolitica. Quest’ultimo aspetto, critico per qualsiasi settore, diviene più rilevante laddove la quota di esportazioni è molto alta, come nel caso delle valvole e dei rubinetti. Inoltre, importanti mercati di riferimento hanno presentato delle dinamiche negative, a cui si aggiunge il rallentamento di alcuni utilizzatori, in primis l’edilizia e la componentistica.

Il punto

La stabilità descritta, a fronte di un contesto difficile, è stata possibile grazie al rafforzamento degli elementi distintivi che caratterizzano queste aziende, quali la tecnologia, l’innovazione e la qualità dei prodotti.

Le imprese bresciane, che rappresentano uno dei due poli territoriali più importanti del settore valvole e rubinetti, hanno ridotto il fatturato in misura contenuta (-0,9%), contro l’ottima crescita del precedente anno (12%): le differenze con il dato nazionale sono trascurabili. Solo un terzo delle imprese aumenta o mantiene invariate le vendite, mentre il 41,7% riduce sia il fatturato sia il reddito operativo. A fronte della leggera flessione, il valore aggiunto, il primo indicatore dell’area operativa, ha incrementato di un punto percentuale la sua incidenza sulle vendite, superando il 30%. Questo permette la stabilità relativa dell’Ebitda, che ormai da tre anni ha raggiunto il 16% di incidenza sui ricavi.

Il differente andamento di valore aggiunto ed Ebitda è dovuto al maggior assorbimento del costo del lavoro proprio di un punto percentuale (da 13,6% dello scorso a 14,5%). L’altro costo strutturale, gli ammortamenti, mantiene immutato il suo peso, assorbendo il 5,9% del fatturato. L’Ebit (reddito operativo) in valore assoluto rimane invariato, senza alcun impatto sulla redditività: infatti, la marginalità delle vendite (Ros), pari al 10,8%, è uguale al 2022. Questo vale anche per la rotazione degli investimenti: per questa ragione il Roi si conferma al 9%, pochi decimali in meno dello scorso anno e pochi in più rispetto a inizio periodo. Guardando, infine, la gestione complessiva, il risultato netto porta la sua incidenza sul fatturato al 7,2%, il valore più basso del triennio: su questo hanno influito i maggiori oneri finanziari.

Il patrimonio

La solidità rimane ampiamente soddisfacente, poiché quasi tutti gli indicatori assumono valori adeguati. Il rapporto di indebitamento è ben sotto l’unità e migliora, segnale di modesta dipendenza finanziaria da terzi; il livello di capitalizzazione è più che soddisfacente. L’unico peggioramento si riscontra nella sostenibilità economica del debito, il rapporto tra oneri finanziari ed Ebitda, che aumenta sensibilmente (da 5,9% a 9%), a causa esclusivamente del maggiore costo del denaro; anche l’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato è contenuta ma sta rapidamente crescendo. Si tratta, comunque, di valori che non generano alcuna preoccupazione.

Il 2023 è stato quindi connotato da una sostanziale stabilità nei principali indici e aggregati, con l’eccezione degli oneri finanziari: il quadro complessivo è positivo e la buona solidità permette di affrontare con tranquillità il prossimo futuro. Le prospettive per il 2024 non sono infatti favorevoli per alcune delle ragioni viste prima, a cui si aggiunge il blocco dei vari bonus che hanno sorretto soprattutto alcuni utilizzatori negli anni precedenti.

Dal Monitor di Intesa Sanpaolo, queste indicazioni sono sostanzialmente confermate: l’export del distretto di Lumezzane (che oltre a valvole e rubinetti comprende anche il pentolame) presenta un calo delle esportazioni del 4%, contro una crescita nazionale dell’1,2%; tale riduzione prosegue nel primo trimestre del 2024 (-8,4%), con forti cali dei flussi verso Germania, Francia e Austria, non compensati dalle vendite in Arabia Saudita. Un fattore che potrebbe assumere un ruolo di rilancio è la sostenibilità, con lo sviluppo di prodotti funzionali, a titolo di esempio, al risparmio energetico e idrico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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