Economia

In Ue nessuna sospensione dell’Ets, ma da Bruxelles primo ok al dl bollette

Vittoria a metà per la premier Meloni: «Le risposte concrete arriveranno al summit di giugno»
Una fabbrica in Grecia - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Una fabbrica in Grecia - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
AA

La revisione dell’Ets resta fissata a luglio. Ma lo scontro produce un compromesso che per il momento sembra soddisfare anche l’Italia: Giorgia Meloni infatti incassa una prima apertura al decreto bollette, non ancora notificato a Bruxelles. La corsa alla competitività continentale – rilanciata appena un mese fa al vertice informale di Aiden Biesen e allora incrinata dal consueto derby sugli eurobond – è tornata sul tavolo dei leader Ue sotto la pressione del nuovo shock dei prezzi dell’energia.

A Palazzo

Dopo settimane di tensioni crescenti, la premier si è presentata all’Europa Building sostenuta da un fronte di nove leader, in gran parte dell’Est, chiedendo correttivi rapidi e sostanziali al mercato delle emissioni di C02. Ma da Parigi le aperture sono rimaste limitate alla «flessibilità», mentre da Berlino è stata ribadita una linea netta: nessun intervento strutturale su un mercato che «esiste da 20 anni ed è un grande successo», ha tagliato corto Friedrich Merz. Di fatto, un alleato in più al muro «green» – Nordici, Spagna e Portogallo – rafforzato dall’affondo di Pedro Sanchez contro chi «usa la crisi in Medio Oriente per indebolire la politica climatica» e dalla linea del neo premier olandese Rob Jetten, affatto incline a retromarce.

La premier è ripartita dal faccia a faccia con il cancelliere alla vigilia del Consiglio europeo. Un incontro di mezz’ora al bar dell’hotel Amigo, anche per riorientare l’asse sulla competitività – costruito con il belga Bart De Wever – verso una lettura più pragmatica del Green Deal.

All’indomani, però, la disputa sulla revisione del mercato della CO2 si è rivelata «molto controversa», nella definizione offerta dal capo del governo tedesco. E, pur attenuata rispetto alla richiesta iniziale di sospensione del meccanismo per il termoelettrico, Meloni – insieme ai leader di Visegrad, Austria, Croazia, Grecia, Romania e Bulgaria – è tornata a chiedere interventi europei incisivi per raffreddare i prezzi e una proroga delle quote gratuite per le industrie energivore.

Industria

Un’esortazione affiancata dal presidio della linea intransigente rappresentato da Confindustria che, per bocca del presidente Emanuele Orsini, a Bruxelles ha lanciato un «grido d’allarme», chiedendo il congelamento dell’Ets e riportando al centro il tema del debito comune, per evitare che il ricorso ai soli aiuti di Stato finisca per penalizzare ulteriormente l’Italia frenata dal deficit di bilancio da tenere sotto sorveglianza.

Chiamata a mediare, Ursula von der Leyen ha evitato strappi, tenendo il punto per salvaguardare un sistema che, ha ricordato a più riprese ai leader, nei suoi vent’anni di vita si è dimostrato «efficiente». Nel medio periodo si lavora a un nuovo quadro di riferimento per contenere volatilità e impatti diseguali dell’Ets tra i Ventisette, agendo su rafforzamento della riserva di stabilità, nuovi benchmark e un possibile fondo ponte per i Paesi più fragili.

In estate

La revisione complessiva resta invece fissata a luglio, nonostante la pressione italiana per anticiparla a maggio. Una riforma che, ha sottolineato von der Leyen, «affronterà questioni rilevanti per l’Italia, come l’estensione delle quote gratuite per le industrie ad alta intensità energetica». Nell’immediato, tuttavia, per fare scudo al caro energia è pronto il via libera a una massiccia flessibilità sugli aiuti di Stato per l’industria già ampiamente utilizzati durante la pandemia e la crisi energetica seguita alla guerra in Ucraina. Una misura accompagnata dall’incoraggiamento ai Paesi membri a «interventi mirati» di stampo nazionale su tasse, reti e sostegno alle industrie energivore, aprendo la strada anche al via libera Ue sul decreto bollette del governo.

Trattativa

«Ci sarà una trattativa, ma sono confidente», ha spiegato Meloni, sottolineando come anche il confronto sull’Ets sia stato «utile». «Le risposte concrete – ha aggiunto – arriveranno al summit di giugno».

Sulla stessa linea von der Leyen che, pochi minuti dopo, ha annunciato in conferenza stampa l’avvio delle consultazioni già da lunedì con il governo italiano sul dl bollette, esprimendo fiducia nella possibilità di «affrontare nel breve termine le specificità italiane». Nel medio periodo, però, la rotta resta quella indicata anche dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa: più indipendenza energetica e spinta a rinnovabili e nucleare per non farsi trovare impreparati al prossimo shock.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...