Torino-Lione, rocce di scavo trattate e smaltite da Aegis

Nel cuore di uno dei cantieri infrastrutturali più rilevanti d’Europa, la bresciana Aegis si ritaglia un ruolo da protagonista nella gestione di una delle sfide più complesse della nuova linea ferroviaria Torino-Lione: trasformare i materiali di scavo in una risorsa industriale. Un tassello apparentemente tecnico, ma decisivo per la sostenibilità e l’efficienza dell’intero progetto.
Aegis, società di ingegneria, architettura e urbanistica con sede a Brescia Due, fa parte del gruppo Ryze, operatore nazionale nella consulenza real estate e nei servizi immobiliari integrati, presente tra Milano, Roma, Londra e Parigi con oltre 400 dipendenti e una rete di più di 600 tecnici.
Grandi commesse
L’ingresso nel gruppo, formalizzato un anno fa con l’acquisizione del 60% del capitale, ha rafforzato il posizionamento della società lombarda nelle grandi commesse infrastrutturali, mentre i soci storici Nicola Cantarelli, Eugenio Sagliocca e Stefano Tortella sono restati come azionisti con il 40% delle quote.
La commessa riguarda il progetto Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin), la società italo-francese incaricata della realizzazione della sezione transfrontaliera della Torino-Lione, opera chiave del Corridoio Mediterraneo Ten-T.
Un’infrastruttura strategica per la mobilità europea, destinata a ridurre i tempi di percorrenza e a spostare quote rilevanti di traffico merci dalla gomma al ferro, con benefici ambientali e logistici.
Milioni di metri cubi di materiale da trattare
In questo contesto, Aegis è impegnata nel Cantiere Operativo CO10, nodo centrale per la gestione delle terre e rocce da scavo – il cosiddetto smarino – provenienti dalle gallerie del tunnel di base e dagli altri cantieri sul versante italiano. Si tratta di milioni di metri cubi di materiale che devono essere trattati, selezionati, riutilizzati o smaltiti in modo efficiente e sostenibile.
Il contributo della società bresciana consiste nel progettare e coordinare l’intero sistema industriale e logistico che governa questo processo. In termini semplici, Aegis disegna «la fabbrica dello scavo»: impianti, flussi, aree di stoccaggio e collegamenti tra i diversi siti, assicurando che ogni fase – dal prelavaggio al trasporto, fino al riutilizzo o al conferimento finale – avvenga senza interruzioni e con il minimo impatto ambientale.
Il cuore operativo è articolato tra il polo industriale di Salbertrand, dove il materiale viene lavorato e trasformato in aggregati per il calcestruzzo o preparato per il trasporto ferroviario, e l’area di Susa, che funge da hub logistico e di lavorazione per gli impieghi a cielo aperto, come terrapieni e infrastrutture. A completare il sistema, i siti di Caprie e Torrazza Piemonte, destinati alla gestione delle eccedenze e alla riqualificazione ambientale.
Operazione strategica per le materie prime
Dal punto di vista economico-industriale, il CO10 rappresenta un elemento strategico: consente di ridurre i costi di approvvigionamento delle materie prime, limitare il trasporto su gomma e valorizzare internamente una quota significativa dei materiali estratti. In altre parole, trasforma un costo potenziale in una leva di efficienza.
Per Aegis, la commessa Telt è anche una vetrina tecnologica. Il progetto richiede infatti competenze integrate – ingegneria civile, impiantistica, logistica, pianificazione ambientale – e capacità di coordinamento su scala territoriale. Un modello che riflette l’evoluzione del settore verso piattaforme multidisciplinari in grado di gestire la complessità delle grandi opere.
La presenza nel cantiere della Torino-Lione consolida così il ruolo della società bresciana come player nell’ingegneria integrata, in una fase in cui il mercato delle infrastrutture è trainato dagli investimenti europei e dalla transizione ecologica. In questo scenario, la capacità di coniugare progettazione, sostenibilità e gestione industriale dei processi si conferma un fattore competitivo decisivo.
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