«Syrto dà la possibilità di scegliere e creare valore»

La possibilità di scegliere. Di determinare la direzione in cui andare. Di far accadere le cose. In una parola, la volontà: è questo che ci distingue dall’Intelligenza artificiale. Syrto è uno strumento che, basato sull’AI, incorpora un aspetto fondamentale: fornisce la possibilità all’uomo di prendere decisioni in campo economico e finanziario.
Di scegliere, appunto. Riccardo Manzotti, docente di Filosofia teoretica alla Iulm di Milano, interviene al debutto del software sul tema «Le macchine generano contenuto, gli essere umani creano valore». Una lectio magistralis quanto mai adatta al contesto. L’AI sta invadendo il sistema economico-produttivo e la nostra stessa vita quotidiana. Da una parte ci solletica e affascina, dall’altra ci spaventa. «L’elemento umano sarà reso superfluo dalle macchine?», è la domanda che Manzotti pone nel suo intervento, dando voce ai dubbi di ciascuno. «Per ora no», risponde. «Le macchine - spiega - ci possono dire come succedono le cose, ma sono gli uomini che spiegano il perché». L’AI, dunque, può fornirci il contenuto, ma il valore nasce da una scelta libera dell’uomo.
Ogni rivoluzione tecnologica genera timori, resistenze, perplessità. Distrugge consuetudini, comodità, certezze. L’ignoto ci preoccupa. L’AI è un esempio lampante. Eppure sarà la cifra di ogni cambiamento per moltissimi anni in ogni campo. «Porterà grandi novità anche nel modo di comunicare», commenta il direttore del Giornale di Brescia, Nunzia Vallini. «L’impegno del giornale e dei nostri mezzi è far conoscere questa innovazione alle imprese e ai cittadini, affinché vengano superate le diffidenze».
Timori
Franco Maria Nava, direttore regionale Lombardia Sud di Intesa Sanpaolo, avverte: «Le grandi aziende stanno facendo i conti con l’Intelligenza artificiale, le piccole e le medie si allontanano sospettose. Bisogna far loro capire che l’AI è una opportunità da sfruttare assolutamente». Gli imprenditori «devono essere più aperti. Guardino un po’ più in là». Banca Intesa «segue tante start up che si occupano di innovazione. Syrto è un esempio di assoluta qualità. Il fatto che sia nata nell’ambito dell’Università è un aspetto rilevante».
Luigi Ruggerone, di Intesa Sanpaolo Innovation Center, spiega che «L’AI ha già un ruolo cruciale nello sviluppo di nuovi modelli di business perché offre soluzioni fino a poco tempo fa impensabili e si sviluppa a velocità e tassi di crescita finora sconosciuti». Quanto a Syrto, «la tecnologia e le tecniche alla base sono in grado di accorciare molto i tempi di analisi di scenario e di impatto sulle imprese e i loro bilanci». Offre «agli analisti del credito e dei mercati un potente strumento di ricerca e valutazione, possibili fino a poco tempo fa solo attraverso l’interazione di vari sistemi e diverse competenze». Ruggerone sottolinea una necessità: «Per diffondere l’AI sono fondamentali la comprensione e la condivisione».
Difficoltà
Una personalità che di innovazione si intende è Pierluigi Zappacosta, co-fondatore di Logitech (l’azienda che per prima ha introdotto sul mercato i mouse con sensori ottici). «Il progresso tecnologico - dice - porta sempre più vantaggi che problemi. Molti lavori saranno eliminati dall’AI. Tuttavia, nel passato ho visto che alla fine di una transizione tecnologica il risultato è stato positivo». Secondo Zappacosta «bisogna accettare le difficoltà intermedie. Purtroppo - considera - l’approccio europeo ed italiano di proteggere i lavoratori che rischiano di perdere l’impiego spesso frena il processo di trasformazione del mondo del lavoro, rallentando il processo di arricchimento globale della società che la transizione tecnologica produce». È il motivo principale, sostiene Pierluigi Zappacosta, «per cui l’Europa è indietro rispetto agli Stati Uniti. In Europa c’è sempre il desiderio di mettere delle regole, anche quando non si è ancora capito il problema. Infatti qui non esistono aziende del calibro di Google, Apple, Facebook, Nvidia e Amazon».
UniBs
Syrto è una costola dell’Università statale, nata nei chiostri del monastero di San Faustino. «Le riflessioni del prof. Savona fatte in un momento di crisi del debito sovrano nel 2011 - commenta il rettore Francesco Castelli - si sono trasformate in analisi, progetti, prodotto sul mercato. È uno dei compiti dell’università: studiare un problema, trovare la soluzione, realizzare il trasferimento tecnologico». Per altro, sottolinea il rettore, tutto ciò è accaduto in un contesto di «transdisciplinarietà», che ha integrato i vari ambiti di Unibs. «È qualcosa di buono, un esempio per altre iniziative».
L’originalità umana consiste nella capacità di innovare i mezzi, ma anche i fini, dice il prof. Riccardo Manzotti. Secondo le nostre decisioni. Le macchine rappresentano il mondo, l’uomo «è nel mondo». Rispetto all’AI, a qualsiasi algoritmo o strumento tecnologico abbiamo tre caratteristiche fondamentali, dice Manzotti (citando Giacomo Leopardi): la libertà, l’amore, la gloria (intesa come compimento dell’esistenza, ciò che le dà senso). Tre cose che (almeno per ora...) nessuna macchina sa concepire. L’AI ci ha strappato la prerogativa del linguaggio e adesso anche la macchina è in grado di parlare, scrivere, fare riassunti, generare collegamenti. «Le manca il valore dell’essere umano che sta nell’indicare la direzione dove andare».
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