Stanadyne Castenedolo, avviata la trattativa con un investitore

Flavio Archetti
Il segretario generale della Fiom, De Palma: «In gioco il futuro di 85 dipendenti»
Il confronto: i lavoratori della Stanadyne riuniti in assemblea a Castenedolo - © www.giornaledibrescia.it
Il confronto: i lavoratori della Stanadyne riuniti in assemblea a Castenedolo - © www.giornaledibrescia.it
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Al 73esimo giorno di presidio, alla Stanadyne di Castenedolo è arrivato anche il segretario generale della Fiom Michele De Palma, affiancato nell’assemblea svolta nello stabilimento di via Matteotti dal segretario generale della Cgil di Brescia Francesco Bertoli, del segretario provinciale della Fiom Antonio Ghirardi e dal sindaco di Castenedolo Pier Luigi Bianchini.

Ghirardi con al suo fianco il segretario Michele De Palma, il sindaco Bianchini, e i colleghi Basile e Bertoli - © www.giornaledibrescia.it
Ghirardi con al suo fianco il segretario Michele De Palma, il sindaco Bianchini, e i colleghi Basile e Bertoli - © www.giornaledibrescia.it

Per i metalmeccanici della Camera del Lavoro la continuità di Stanadyne, che la proprietà ha deciso di dismettere il 4 dicembre scorso, è di importanza strategica per diversi motivi. «Innanzitutto perché stiamo parlando del futuro di 85 dipendenti e delle loro famiglie – ha sottolineato Michele De Palma –. Poi per la continuità operativa della filiera industriale di cui fa parte, essendo la fabbrica castenedolese l’unico produttore nel bresciano di sistemi di iniezione e valvole Egr per i motori diesel di trattori, muletti e carrelli elevatori, quindi il settore dei macchinari per movimento terra e materiali agricoli ed edili. E infine perché la lotta dei lavoratori della Stanadyne è un’opposizione emblematica a quello che sta succedendo al lavoro in Italia e nelle società occidentali, dove gli interessi meramente economici soffocano quelli industriali e produttivi, con proprietà che non esitano a cancellare realtà importanti o storiche (Stanadyne è attiva dal 1970) con decisioni prese in poche ore solo perchè i fatturati sono meno brillanti delle attese».

L’interesse

Il valore delle produzioni del sito Stanadyne sono testimoniate anche dal lavoro in corso per impedire la chiusura dell'azienda e favorirne invece la vendita, un lavoro a cui partecipano anche Confindustria Brescia e Regione Lombardia, che nelle ultime settimane ha attirato l’interesse di quattro società, «una delle quali già in trattativa avanzata e dettagliata».

De Palma ha concluso il suo intervento dando merito ai lavoratori del loro «impegno di autogestione, unico motivo per cui l’azienda non ha chiuso a gennaio come programmato dalla proprietà americana, una multinazionale con sede a Jacksonville in Carolina del Nord, e sta continuando a produrre nonostante siano trascorsi due mesi e mezzo dalla sua messa in liquidazione».

«I frutti dell’impegno di operai e sindacato non ci sono ancora, ma siamo fiduciosi che possano maturare - ha spiegato il segretario Fiom bresciano Ghirardi -. Il momento è difficile anche per il sistema Brescia, dove le ore di cassa integrazione stanno aumentando e potrebbe non essere finita qua, considerato che la crisi tedesca è legata strettamente alle lavorazioni dell’automotive della nostra provincia, dove per il settore lavorano 250 imprese che contano 16.000 dipendenti e 7 miliardi di euro di fatturato. Per Stanadyne abbiamo anche avanzato richiesta per aprire un tavolo di crisi al Mimit, il Ministero delle imprese e del made in Italy».

La politica

Dalla parte dei lavoratori e del sindacato anche la politica locale, rappresentata dal primo cittadino castenedolese Bianchini. «Mi piace ricordare il valore della presenza sindacale - ha detto - perché quando le cose vanno bene le forze sindacali vengono sminuite, ma quando arrivano le difficoltà serie sono sempre un baluardo, a volte l’unico, a cui è possibile aggrapparsi. Per il nostro paese la crisi di Standyne è una brutta sorpresa e siamo disponibili a fare tutto il possibile perchè un’impresa che ha fatto il bene di Castenedolo viva ancora a lungo».

Stanadyne tornerà all’attenzione di sindacati e politica lunedì prossimo 17 febbraio, quando in Regione Lombardia si svolgerà un secondo incontro istituzionale di approfondimento sulla delicata questione. 

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