Solo il 54% al lavoro: le donne bresciane tra le meno occupate in Lombardia

Elio Montanari
La maggioranza delle lavoratrici è impiegata in imprese private. E sono quasi solo donne colf e badanti: l’82%
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Occupazione femminile, Brescia maglia nera
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Ci sono volute due guerre mondiali per fare entrare le donne nei luoghi di lavoro. L’economia di guerra, così si chiamava, tra mille disgrazie e sventure, ha visto entrare forzosamente nel mercato del lavoro le donne ma, dopo oltre un secolo, le distanze rispetto agli uomini si sono ridotte ma restano tuttavia importanti.

Iniziamo col dire che in provincia di Brescia il tasso di occupazione, che misura il rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento, nel 2022 per le donne rimane di oltre venti punti percentuali inferiore a quello dei maschi. Considerando la popolazione da 15 a 64 anni, in provincia di Brescia è occupato il 54,2% delle donne a fronte del 77,3% degli uomini. Un differenziale elevato che supera ampiamente quello che si rileva nel contesto regionale poiché, nella media lombarda, il tasso di occupazione delle donne è nell’ordine del 60,4% a fronte del 75,8% degli uomini, con un gap di 15,4 punti, decisamente inferiore ai 23,1 registrati nel bresciano. In altri termini a Brescia il tasso di occupazione per i maschi supera di 1,5 punti quello regionale mentre per le femmine è sotto di 6,2 punti. E non è poco.

Le statistiche

Sempre con riferimento al 2022, il tasso di disoccupazione delle donne bresciane, che misura il rapporto tra i disoccupati e la corrispondente popolazione di riferimento, è fissato dall’Istat nella misura del 7,2% a fronte del 2% per gli uomini, con un gap di 5,2 punti. Una distanza che, per la popolazione con da 15 a 64 anni, in Lombardia si riduce a poco più di 2 punti, con le donne disoccupate nel 6,6% dei casi mentre i maschi si fermano al 3,9%. La disparità di genere è del tutto evidente anche considerando il tasso di inattività, che misura il rapporto tra le persone non appartenenti alle forze di lavoro (occupati e disoccupati) e la corrispondente popolazione di riferimento. Mentre il tasso di inattività per gli uomini bresciani è nell’ordine del 21,2%, un valore analogo a quello della Lombardia, le donne inattive sempre dai 15 ai 64 anni in provincia di Brescia sono il 41,7%, 6,1 punti oltre il 35,6% che rappresenta la media regionale. Meno donne occupate e più donne inattive. Ovviamente non consola sapere che il tasso di inattività in provincia di Brescia è di poco inferiore alla media nazionale, mentre il tasso di occupazione supera di oltre due punti quello della media Italia. Guardando alla Lombardia, c’è un tasso di inattività femminile che è di 6 punti superiore alla media regionale che è coerente con un differenziale, in questo caso negativo per 6 punti, del tasso di occupazione.

I settori

Le donne occupate in provincia di Brescia, nel 2022, secondo i dati dell’Istat sono 217 mila, ovvero il 40% degli occupati. Il restante 60%, dunque, sono uomini. E qui già c’è qualcosa da sottolineare. Perché le donne pur superando nella popolazione provinciale i maschi di 11 mila unità, nel mercato del lavoro sono 109mila in meno.

La maggioranza delle donne occupate, ben 179 mila secondo l’Inps, sono dipendenti di imprese private dove rappresentano complessivamente il 41,7% dell’occupazione, con una presenza del 31,1% tra gli operai, una quota doppia tra gli impiegati (61,4%) che si riduce al 26,2% tra i quadri al 22,2 % tra i dirigenti.

Ben altro il peso delle donne nell’ambito del lavoro domestico con 13.242 lavoratrici che costituiscono l’82% di coloro che svolgono tali attività in provincia di Brescia. Il quadro si rovescia decisamente nell’ambito del lavoro agricolo con, complessivamente 1.398 donne impiegate, solo il 16% del totale. Va, tuttavia, considerato che la presenza femminile in agricoltura si articola assai diversamente tra i lavoratori assunti a tempo indeterminato, dove si ferma al 8%, e i lavoratori stagionali dove supera il 22%. Nell’ambito del lavoro parasubordinato le donne registrate dall’Inps rappresentano il 29% dei collaboratori mentre sono il 47% tra i professionisti. Complessivamente nell’ambito del lavoro parasubordinato si collocano 12.278 donne, il 34% del totale.

Da qualunque prospettiva settoriale si analizzi il mercato del lavoro bresciano in una prospettiva di genere la sintesi è semplice: le donne sono meno occupate, più precarie e, ovviamente, meno retribuite.   

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