Severstal ha acquistato dalla famiglia Lucchini la quota residua del 20,2% della Lucchini non ancora in suo possesso salendo così al 100% del gruppo dell'acciaio. L'annuncio di giovedì conferma quanto anticipato dal nostro giornale nei giorni scorsi.
Secondo indiscrezioni accreditate l'acquisto della quota del 20,2% di Lucchini ancora in mano alla famiglia bresciana sarebbe stato realizzato a un prezzo tra i 90 e i 100 milioni. La mossa sarebbe stata decisa dalla holding di Cherepovets nell'ottica di garantirsi la massima flessibilità sulle decisioni relative al futuro della controllata in Europa, la Lucchini, dopo che poche settimane fa aveva annunciato di valutarne anche una possibile cessione.
Nell'aprile di cinque anni fa, al momento di cedere il controllo del gruppo siderurgico ai russi, i fratelli Gabriella, Silvana e Giuseppe Lucchini (ancora presidente delle acciaierie bresciane) avevano siglato anche un'opzione di vendita che secondo recenti ricostruzioni di stampa valorizzava la quota 160 milioni di euro. La cessione annunciata ieri è quindi il risultato della negoziazione privata avviata tra la famiglia Lucchini e Severstal in modo da disinnescare l'opzione pendente.
Il presidente Giuseppe Lucchini ha affermato di non poter «nascondere un fondo di amarezza» nell'esito della vicenda. In una lettera ai dipendenti della Lucchini spa spiega di essersi «impegnato personalmente a cercare una soluzione» per dare «una solida prospettiva al gruppo» coltivando «numerosi contatti con il mondo finanziario, bancario e imprenditoriale».
«Ero a un buon punto nella creazione di un solido gruppo d'investitori - racconta Giuseppe Lucchini -, quando, purtroppo, mi sono trovato di fronte a una posizione dell'azionista di maggioranza che, avendo dichiarato di voler dismettere la sua partecipazione in tempi strettissimi, non mi ha permesso di proseguire nella ricerca di una soluzione nell'interesse primario dell'azienda».



