Il gruppo Riva ferma tutte le attività produttive di Riva Acciaio. Il provvedimento - afferma una nota - si è reso necessario poichè il sequestro preventivo, ordinato dalla Magistratura di Taranto e notificato a Riva Acciaio lo scorso 9 settembre «sottrae all’Azienda ogni disponibilità degli impianti - che occupano oggi circa 1.400 addetti - e determina il blocco delle attività bancarie, impedendo pertanto la normale prosecuzione operativa della società».
Le attività produttive interessate dal blocco sono gli stabilimenti di Verona, Caronno Pertusella (Varese), Lesegno (Cuneo), Malegno, Sellero, Cerveno (Brescia) e Annone Brianza (Lecco) e le attività di servizi e trasporti (Riva Energia e Muzzana Trasporti).
Tali attività - ricorda la nota - non rientrano nel perimetro gestionale dell’Ilva e non hanno quindi alcun legame con le vicende giudiziarie che hanno interessato lo stabilimento Ilva di Taranto.
Riva Acciaio, conclude la nota, impugnerà nelle sedi competenti il provvedimento di sequestro, già attuato nei confronti della controllante Riva Forni Elettrici «ma nel frattempo deve procedere alla sospensione delle attività e alla messa in sicurezza degli impianti cui seguirà, nei tempi e nei modi previsti dalla legge, la sospensione delle prestazioni lavorative del personale (circa 1.400 unità), a esclusione degli addetti alla messa in sicurezza, conservazione e guardiania degli stabilimenti e dei beni aziendali».
Riva Acciaio, stop alla produzione in Valcamonica
Il gruppo Riva ferma tutte le attività produttive di Riva Acciaio, tra cui quella di Cerveno in Valcamonica.
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Riva, produzione ferma. In Valcamonica senza lavoro in 500
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