A poco più di un mese dall’invasione dell’Ucraina, oltre alla solidarietà e al sostegno nei riguardi delle popolazioni sconvolte dal drammatico evento, crescono anche le preoccupazioni dei Paesi non direttamente coinvolti nelle operazioni belliche. I timori riguardano gli effetti dell’inflazione dirompente innescata dalla crisi energetica e dal caro materie prime, che già deprimono le previsioni di crescita al punto da far paventare una prossima fase di stagflazione.
Le borse
Sebbene di minore ampiezza, lo scivolone del listino milanese da inizio anno e in accelerazione dopo lo scoppio del conflitto (-18%) è equiparabile, in termini di intensità ribassista, alla caduta provocata dall’avvento della pandemia. Piazza Affari ha poi recuperato grazie ai titoli dei settori più difensivi, archiviando il primo trimestre a -8,3% a fronte di una media europea ancor più penalizzata (-9%). Meno pesante il bilancio di Wall Street (-4,2%) malgrado la forte flessione dei titoli tecnologici (Nasdaq -8,9%).



